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I Rolling Stones su “Exhibitionism”, la più grande retrospettiva della band

La mostra alla Saatchi Gallery di Londra celebra 50 anni di successi della band, che non hanno nessuna intenzione di mollare – parola di Keith Richards

I Rolling Stones nel 1976, foto Rolling Stones Archive/HBO

I Rolling Stones nel 1976, foto Rolling Stones Archive/HBO

A vederli ancora sui palchi di tutto il mondo, in ultimo a Cuba, si direbbe che i Rolling Stones non abbiano la benché minima intenzione di appendere il cappello al chiodo e godersi la vecchiaia. A fare il punto sul passato ci pensa però una mostra in arrivo alla Saatchi Gallery di Londra: “Exhibitionism”, la più grande retrospettiva mai realizzata sulla band.

Dal 6 aprile al 4 settembre, proprio in quella Kings Road che fu l’epicentro della Swinging London e delle scorribande di Jagger & co., sarà possibile ripercorrere i 50 anni di carriera degli Stones attraverso fotografie, proiezioni, diari personali, locandine, video e audio inediti, in un itinerario multimediale che porterà i visitatori a scoprire tutte le trasformazioni della band, non solo musicali. A fare da protagonisti saranno anche i costumi più celebri del gruppo, dalle uniformi in stile Mod dei primi tempi agli abiti eccentrici degli anni ’70, fino ai soprabiti indossati durante gli ultimi concerti. Un’immagine da antieroi, quella degli Stones, che veniva comunicata anche attraverso il look: “Non abbiamo mai coltivato consciamente l’immagine da cattivi ragazzi, è venuta fuori naturalmente. In questo ha contribuito sicuramente il modo in cui ci vestivamo, insieme a quello in cui ci muovevamo, in cui parlavamo.” – ha dichiarato Mick Jagger durante un’intervista su “Exhibitionism”.

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L’esposizione, sviluppata su 1.750 metri quadri e disposta su due livelli, si articola in 9 sezioni, ognuna delle quali legata ad una determinata fase artistica. Uno sguardo a 360° sull’universo creativo della band, che si estende anche alle collaborazioni con diversi artisti, come Andy Warhol, Shepard Fairey, Alexander McQueen e Martin Scorsese.

Promossa e curata dall’azienda australiana IEC (International Entertainment Consulting), “Exhibitionism” ha visto la partecipazione attiva della band, che ha messo a disposizione cimeli, memorabilia e attrezzature. Una decisione, quella di lavorare alla retrospettiva, a cui gli Stones stavano pensando da tempo, come ammette Mick Jagger: «Da qualche anno abbiamo iniziato a conservare cose, di tutti i generi, e a pensare a come disporle insieme, a come farle vedere alle persone.Vorremmo che questa mostra rappresenti una riflessione sulla nostra carriera e pensiamo che questo sia il momento perfetto per farlo. Abbiamo collezionato talmente tante cose!».
Che l’esposizione significhi però uno stop definitivo del percorso della band, come hanno insinuato alcune voci maligne, sono gli stessi Stones a volerlo smentire categoricamente: «La mostra sarà uno spaccato di una band in continua evoluzione, che non smette mai di andare avanti. Se qualcuno pensa che abbiamo deciso di andare in pensione, no, è solo una nuova tappa del nostro circo itinerante», ha dichiarato Ronnie Wood.

Insomma, gli Stones continuano a guardare avanti, “without stopping rumbling” e continuando a rotolare verso il futuro. «E se c’è qualcuno che dev’essere curioso di sapere se i Rolling Stones vogliono mollare, beh, quelli dovrebbero essere gli Stones stessi. E per il momento non ne sembrano affatto interessati», parola di Keith Richards.

Rolling Stone ha dedicato alla band di Mick Jagger un volume da collezione.
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