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I Rage Against the Machine, Chuck D e B-Real ci raccontano chi sono i Prophets of Rage

Tempi duri richiedono canzoni dure, dice Tom Morello. Per questo i RATM, Cypress Hill e Public Enemy si sono uniti per riportare la politica nella musica. I membri del supergruppo ci raccontano come e perché sono nati i Prophets of Rage

I Prophets of Rage live, via facebook.com/TheProphetsofRage

I Prophets of Rage live, via facebook.com/TheProphetsofRage

«Non siamo un supergruppo,» dice Tom Morello. «Siamo una task force d’élite composta da musicisti rivoluzionari decisi ad affrontare la montagna di stronzate di quest’anno di campagne elettorali, e ad affrontarla di petto con gli amplificatori a mille». Sta parlando dei Prophets of Rage, una nuova band che unisce membri della vecchia band del chitarrista, i Rage Against the Machine, con due dei rapper preferiti del gruppo: Chuck D dei Public Enemy e B-Real dei Cypress Hill.

I fan hanno avuto le prime notizie dei Prophets of Rage quando dei misteriosi poster hanno cominciato a comparire in giro per Los Angeles, e sull’account Twitter dei Rage Against the Machine è stato postato un countdown. Alcuni fan avevano ipotizzato che i Rage Against the Machine si sarebbero riuniti per la prima volta dopo l’episodio isolato dell’esibizione nel 2011, ma anche senza Zack de la Rocha, il gruppo suonerà classici come Bulls On Parade e Killing in the Name insieme a pezzi dei Public Enemy e Cypress Hill.

Dopo l’annuncio di una sola esibizione a Los Angeles, il 6 giugno la band ha condiviso un calendario di date fitto che parte ad agosto e finisce a ottobre – al momento solo negli Stati Uniti. Abbiamo parlato di come è nato questo progetto con Tom Morello, Brad Wilk e Tim Commerford dei Rage Against the Machine, Chuck D dei Public Enemy e B-Real dei Cypress Hill.

I vecchi tempi

Wilk: Quando ci eravamo appena conosciuti [i membri dei Rage Against the Machine], Zack ci aveva procurato dei biglietti per un concerto dei Public Enemy che fu cancellato per un rischio di disordini. Era un periodo davvero stimolante per la musica e noi eravamo profondamente connessi ad esso. Zack, all’epoca, era molto influenzato dall’hip-hop. La prima volta che ho ascoltato i Cypress Hill è stato grazie a Zack. Ha messo su la cassetta in macchina e mi ha detto, ‘Senti un po’ questa band’. E io, ‘Questa roba è fantastica’. Era parte del DNA dei Rage, introdurre musica nuova agli altri membri.

Commerford: Mi pare fosse la nostra quinta esibizione come band che abbiamo fatto insieme ai Public Enemy, in un college di San Luis Obispo. Abbiamo fatto una cover di How Could I Just Kill a Man dei Cypress Hill nell’album Renegades. Il primo lavoro inciso dai Cypress Hill è It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back. Questi album sono due tra le più grandi influenze hip-hop sui Rage Against the Machine.

Chuck D: Ricordo che ho ricevuto una demo su cassetta dei Rage Against The Machine con all’interno un fiammifero. Mi sembrava interessante. Quello che mi colpì fu la combinazione di rap e musica dura, aggressiva. Era uno di quei rari momenti in cui i pianeti si allineano creando un’alchimia perfetta tra la magia e la storia della musica. Li vidi in concerto in quel periodo e quel che ricordo più di ogni altra cosa è la folla alla fine, distrutta. Non avevo mai visto un posto distrutto; sudore e sangue sulle pareti. I cazzo di tavoli erano stati ribaltati e le travi strappate via. Era assurdo. Loro sono i Led Zeppelin dei nostri tempi.

“I Rage Against the Machine erano i Black Sabbath o i Led Zeppelin della nostra generazione” Chuck D

B-Real: Un amico mi ha portato a vedere i Rage in un posto chiamato Club With No Name. Quando ho sentito la musica rimasi senza parole. Stavo pagando con i fan sotto al palco quando loro mi hanno intravisto e mi hanno fatto salire e abbiamo suonato una canzone che poi divenne Hand on the Glock nell’album Black Sunday. Siamo diventati amici e successivamente li abbiamo portati con noi in uno dei nostri primi tour importanza. Per me, loro erano i Black Sabbath o i Led Zeppelin della nostra generazione. All’epoca ascoltavo solo hip-hop, ma all’inizio ero un fan del rock. Hanno risvegliato quello spirito dormiente in me.

Chuck D: Avevano una disperazione diversa da quella delle altre band di quel periodo. Non c’era molto spazio per la politica nel mondo del rock. Era tutto un “Oh nooo, non mi hanno dato i soldi per il pranzo” o “Papà non mi ha comprato una macchina oggi, quindi me la prendo con tutto il mondo». Stronzate. I Rage parlavano con chiarezza di cose per cui valeva la pena urlare.

I Rage Against The Machine si prendono una pausa

I Rage Against The Machine si sono sciolti nel 2000. Sette anni dopo si sono riuniti per tornare sul circuito dei festival, senza però incidere materiale nuovo. Non suonano dall’estate 2011.

Morello: Ovunque vado, la gente mi chiede, “Che avete intenzione di fare?” Le persone sono frustrate perché la nostra musica non è lì fuori a combattere per loro; una musica senza compromessi.

Wilk: I Rage Against The Machine sono stati la prima band di cui ho fatto parte. La amerò per sempre. Avrà sempre uno posto speciale per me. Detto questo, si tratta di quattro ragazzi diversi con quattro diversi punti di vista su cosa siano i Rage Against The Machine per loro. Per la maggior parte, voglio essere parte della band per sempre. Perciò ogniqualvolta noi quattro abbiamo voglia di riunirci e fare qualcosa, è una cosa buona. È sempre una cosa buona per me. Ci sono state volte in cui mi sentivo frustrato perché eravamo in pausa? Certo. Ma non ora.

Commerford: Non ci siamo sciolti. È solo che facciamo le cose a modo nostro. In tutta la nostra carriera, non abbiamo mai fatto quello che volevano gli altri. Non abbiamo mai fatto gli album che il pubblico si aspettava. Non abbiamo mai seguito le regole che le persone avrebbero voluto che seguissimo. Ed eccoci qui, 25 anni dopo, ancora una band. Chiaramente questo significa qualcosa. E se mai suonassimo o producessimo musica nuova o qualsiasi altra cosa, non sarebbe un evento da poco. E ci sono tantissime band che ho visto nascere in questi 25 anni che hanno fatto tutto quello che le major e il potere costituito volevano che facessero, e hanno venduto milioni di copie. Ma dove sono adesso? Sono sparite.

Nascono i Prophets of Rage

Commerford: Il merito dell’idea va a Tom Morello. Mi ha chiesto se mi andava. È stato il nostro comandante. Quando si fissa con qualcosa è come se un pitone gli stritolasse la mente.

Morello: È successo tutto in maniera piuttosto naturale. Siamo amici da molto tempo. Non siamo mica andati su YouTube a fare un provino per trovare qualcuno che facesse una versione convincente di “Bullet In The Head.” Assolutamente no. Siamo amici da tantissimo tempo. Nutriamo un rispetto profondissimo l’uno per l’altro, politicamente e musicalmente. Loro sono i miei idoli e i miei amici. Ho chiamato Chuck D. Credo di aver mandato un messaggio a B.

Chuck D: Ad essere precisi, Tom ha parlato prima con mia moglie. Lei ha molto a cuore i diritti dei latinos, degli afroamericani, il problema delle disuguaglianze e cose così. La loro conversazione è stata straordinaria. Per anni avevo sentito la voce che Zack non si sarebbe esibito con i Rage Against The Machine e che a loro serviva un sostituto. Ho parlato con Tom e ho detto, ‘Certo.’

B-Real: Mi era arrivato un messaggio di Tom. Avevamo sempre parlato di una collaborazione. Lui aveva prodotto due canzoni per l’album dei Cypress Hill Rise Up. Quando mi chiamò, ero più che motivato a farlo. Quel che mi ha detto è stato, più o meno, “In questo momento la gente ha bisogno di una voce. Hanno bisogno di sentire queste canzoni; un messaggio.” Ero d’accordissimo. Non sono conosciutissimo nella sfera politica al di là della legalizzazione [della marijuana] e cose così. Ma ho comunque i miei principi. Penso che lui stimasse questo mio aspetto e abbia quindi deciso di chiamarmi. Ero d’accordo che ora come ora la gente avesse bisogno di una voce. Se possiamo offrire questo, sono prontissimo a darmi da fare.

Le Prove

Commeford: All’inizio abbiamo fatto le prove in questo posticino che si chiama Soundcheck Studio di North Hollywood. Il primo giorno eravamo solo io e Chuck. Abbiamo suonato un paio di canzoni dei Rage come Killing In The Name e Take the Power Back. Volevamo vedere che effetto ci avrebbe fatto. È stato perfetto. Abbiamo suonato Take the Power Back per prima perché sento che il testo è ispirato a Chuck D. Abbiamo lavorato su quella canzone per un po’ e poi abbiamo preso alcune canzone dei Public Enemy e le abbiamo rifatte nello spirito dell’album Renegades.

Wilk: B-Real è entrato in gioco un po’ dopo solo perché eravamo tutti impegnati. Lo avevamo costantemente in testa e sapevamo che avremmo voluto lavorare con lui. Quando siamo arrivati nello studio e abbiamo constatato che tutto andava alla grande, ci siamo detti, “Perché non chiediamo a B di far parte di tutto questo?”

“Ho suonato su tantissimi palchi, con ogni genere. Non c’è nulla al mondo che sia paragonabile a quando suono con questi ragazzi.” Tom Morello

Chuck D: Faccio pilates da due anni. È il workout perfetto per ogni artista/performer, soprattutto per chiunque faccia rap o speed vocal. Se non esegui le canzoni come si deve, puoi morirci su quel cazzo di palco. Non so se il Pilates mi abbia preparato alle prove. Erano cinque ore di velocità ed energia senza sconti. Quattro ore di urla a pieni polmoni e fare casino per cinque, sei giorni a settimana. Non credo che le persone normali possano fare questa roba. Non che voglia dire di essere anormale, però.

Morello: Era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che avevo suonato con Brad e Timmy. Non c’è niente che si possa paragonare a quel ritmo. È assurdo. Ho suonato su tantissimi palchi, con ogni genere. Non c’è nulla al mondo che sia paragonabile a quando suono con questi ragazzi. A volte le prove mi hanno ricordato gli inizi dei Rage Against The Machine. Il livello di coesione e unità nel raggiungere uno scopo è molto entusiasmante.

Chuck D: La gente deve sapere che DJ Lord è uno dei sei membri del gruppo. Sono 17 anni che lavora al mixer per i Public Enemy. Voi dovreste parlare di più di lui. Non fa parte dei giri di New York o L.A., ma li batte tutti. È il migliore.

Mettere insieme una setlist

Morello: È stato un processo molto naturale. A volte B dice solo, “Il secondo verso di questa lo faccio io” e Chuck è molto cordiale. In molti dei nostri pezzi, e in molti di quelli dei Public Enemy e dei Cypress Hill, ci sono parecchi esempi di doubled vocals. Ora possiamo renderli in una maniera molto bella con due delle voci migliori dell’hip-hop. Possiamo pescare da tutti e quattro i nostri cataloghi, ma ci sono strade nuove. Abbiamo preso alcuni pezzi dei Public Enemy e li abbiamo Rageificati. La canzone Prophets of Rage è una scelta piuttosto ovvia. She Watch Channel Zero è diventata un pezzo d’assalto dove i Rage incontrano i Black Sabbath. Fight The Power si è trasformata in qualcosa di sorprendente. Poi voglio poter scavare più a fondo nel catalogo dei Rage di quanto abbiamo fatto in passato. Lasciatelo dire, puoi mettere insieme una setlist da paura con quei tre cataloghi. È pazzesco.

Commerford: Noi siamo un gruppo, perciò è fantastico sentire Chuck D che fa quello che Sen Do potrebbe fare nei Cypress Hill e B-Real che fa quello che Flavor Flav potrebbe fare nei Public Enemy, e sentirli tutti e due che fanno quello che Zack faceva nei Rage. È davvero eccitante. Non voglio svelare tutto quello che stiamo facendo, ma ci sono modi davvero interessanti per rendere Cypress Hill, Public Enemy e Rage prendendo tre piccioni con una fava. Il catalogo offre parecchi modi di suonare interessanti.

Wilk: La setlist è suddivisa equamente tra i tre gruppi. Suoneremo anche un paio di canzoni dei Prophets of Rage. Stiamo lavorando su delle composizioni, ma non voglio dire troppo.

Morello: C’è una canzone nuova intitolata The Party Is Over, che è una collaborazione assolutamente inedita tra noi tutti. Dal mio punto di vista, è una delle nostre canzoni migliori.

B-Real: Sorprenderemo le persone con tutto quello che abbiamo fatto. Ci sono così tante canzoni dei Rage che amo, ma credo che la preferita di tutti sia “Bulls on Parade.” È piena di energia. A questo punto, è difficile dire quale sarà la setlist, cosa passerà e cosa no. Ci stiamo divertendo nel processo.

Morello: Finora abbiamo suonato [le canzoni dei Cypress Hill] How Could I Just Kill A Man, Rock Superstar e un intenso medley composto da una serie di canzoni dei Cypress. Hanno così tante canzoni fantastiche che una delle sfide più grandi è fare una cernita. Le possibilità sono infinite. Le canzoni dei Public Enemy e dei Cypress si prestano tutte alla Rageificazione.

Il futuro

L’incontro con i membri è stato fatto all’annuncio dello show al Whisky a Go Go di Los Angeles. Il 6 giugno 2016 sono state confermate le date del tour che coprirà gli Stati Uniti da agosto a ottobre, e un’incursione fuori dalla convention repubblicana a Cleveland.

Chuck D: Vedremo cosa ci portano luglio e agosto. Tutto quello che so è che abbiamo le prove e sono dure. Dopo le prove, i live sono facili. È come quando i Chicago Bulls si allenano. E quando arrivi alla partita? Cazzo, la partita è facile. Puoi battere chiunque.

Come sta Zack?

Il frontman dei Rage Against The Machine si è tenuto lontano dai riflettori negli ultimi cinque anni, facendo la sua comparsa sul palco durante un concerto dei Run The Jewels e tra il pubblico di qualche partita di tennis o dell’NBA.

Morello: Non ho parlato con Zack dei Prophets o dei Rage, ma so che Timmy e Brad l’hanno fatto. Probabilmente sono più adatti di me per discutere questa cosa.

Wilk: Non abbiamo parlato di recente. So che sta lavorando a un disco. Per lui non serbo altro che affetto e rispetto. Spero che stia bene e che stia lavorando a un nuovo disco.

Commerford:  Ho parlato con Zack e mi ha dato la sua benedizione, e questo è fantastico. Siamo una famiglia e c’è sostegno reciproco. Sostengo lui e tutto quel che fa, e viceversa. Lo sto tenendo informato, senza dubbio. Non si può rimpiazzare Zack, e non è questo che stiamo cercando di fare. È un artista e uno showman unico. Coinvolgiamo delle persone che so lui ammira e considera idoli e che lo ispirano. Li inseriamo nel gruppo e poi vedremo cosa riescono a fare con queste canzoni, perché alla fine il fulcro di tutto sono le canzoni. C’è bisogno di queste canzoni adesso, davvero. Questa sarà una roba fortissima.

Riassumendo…

Commerford: Nulla si può paragonare a suonare Killing In The Name davanti al pubblico, dal vivo. È come un filo carico di tensione, una cosa stupenda. Ci troviamo in tempi difficili, perciò ne abbiamo bisogno. Abbiamo perso queste opportunità in passato, e non le perderemo questa volta. Noi ci saremo. Ce n’è bisogno. Sarà terrificante.

Morello: I Prophets of Rage uniscono la potenza sonora di Rage, Public Enemy e Cypress Hill. È mia opinione che non possiamo più restare a guardare mentre si fa la storia. Tempi duri richiedono canzoni dure. I media descrivono costantemente sia Donald Trump che Bernie Sanders come uomini che si accaniscono contro il sistema [raging against the machine NDT]. Siamo tornati per ricordare a tutti cosa ciò significhi davvero. È una voce che è mancata troppo a lungo nel dialogo nazionale e internazionale ed ora è tornata. Quale posto migliore di questo? Quale momento migliore di adesso?

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