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I migliori singoli del 2016 secondo Rolling Stone

Le venticinque canzoni più rappresentative del 2016 scelte da Rolling Stone, tra Frank Ocean, David Bowie, Red Hot Chili Peppers e Kanye West

1. “Formation” di Beyoncé

Beyoncé ha presentato questo grido di battaglia al Super Bowl, scioccando il mondo con il suo immaginario ispirato alle Black Panther. Formation fa parte di quel mondo di hit onnipresenti, che sembrano diventare più importanti e complicate con il passare del tempo. Anche prima che esistesse tutto il resto dell’album, questo è stato il pezzo più ribelle e impegnato, a livello di musica e testo, di tutta la carriera di Bey, dove racconta chi è, da dove viene e dove sta andando: “My daddy Alabama / My ma Louisiana /You mix that Negro with that Creole make a Texas bama”. Quell’hook di sintetizzatori, creato da Mike Will Made It, è la “hot sauce in her bag” (come dice nel testo, riferendosi a una mazza da baseball, ndr), un’inquietante sirena d’allarme. Da una che ha già passato tanto tempo al centro della cultura americana, è una dichiarazione di orgoglio black e femminismo e, allo stesso tempo, un invito a un party che nessuno può rifiutare. Formation ha tenuto accesa una speranza in un anno cupo e rappresenterà un’arma essenziale per combattere le prossime battaglie.

2. “Ivy” di Frank Ocean

L’attesa è valsa a qualcosa. Ocean canta una storia avant-R&B, parla di cuori infranti confessando, “I thought that I was dreaming when you said you loved me”. La chitarra di Rostam Batmanglij, ex Vampire Weekend, lo segue, mentre ricorda la sua giovinezza e la sua innocenza ormai perdute. È la canzone più potente che abbia creato finora (scritta insieme a Om’Mas Keith e Jamie xx), un highlight di Blonde che unisce soul e rock con una sensibilità inequivocabilmente hip hop. In Ivy, sfoglia un diario, mentre dei ricordi a lungo sotterrati riaffiorano a poco a poco. Anche se la sua storia era sbagliata, ne sente ancora la mancanza: “We’ll never be those kids again”, dice in lacrime, in una wilsoniana rabbia agrodolce.

3. “One Dance” di Drake

Aubrey Graham festeggia i 30 anni con la sua prima numero uno: una traccia estiva dal ritmo caraibico, che evoca il periodo “camicia colorata” di Lionel Richie. Portando con sé il cantante nigeriano Wizkid e la diva londinese Kyla, fa diventare One Dance un’utopica fusione di stili globali, che passano tutti da Toronto.

4. “No Plan” di David Bowie

Registrata assieme a Blackstar, ma conservata per il musical Lazarus, è una meravigliosa coda finale per Bowie, che interpreta una ballata spettrale, volando sopra N.Y. All’improvviso si ferma e guarda verso il basso, mentre la sua vita si spegne. Una delle ultime trasmissioni dall’universo Bowie.

5. “Ultralight Beam” di Kanye West

Kanye va in chiesa con un coro che canta “This is a God dream”. Fa partecipare Kirk Franklin, Kelly Price, the Dream e Chance the Rapper per farsi aiutare a mettere un piede sul collo del diavolo.

6. “Projection” di PWR BTTM

7. “Cranes in the Sky” di Solange

8. “Work From Home” di Fifth Harmony, Ty Dolla $ign

9. “Pain” di LVL UP

10. “Black Beatles” di Rae Sremmurd

11. “OOOUUU” di Young M.A.

12. “Dark Necessities” di Red Hot Chili Peppers

13. “Romantic” di Mannequin Pussy

13. “Romantic” di Mannequin Pussy

14. “untitled 05 | 09.21.2014” di Kendrick Lamar

15. “If I Ever Was a Child” di Wilco

16. “Angels” di Chance the Rapper feat. Saba

17. “I Don’t Wanna Be Funny Anymore” di Lucy Dacus

18. “Me & Magdalena” di The Monkees

19. “Really Doe” di Danny Brown

20. “That Old Black Magic” di Bob Dylan

21. “X” di 21 Savage and Metro Boomin feat. Future

22. “Side to Side” di Ariana Grande
feat. Nicki Minaj

23. “Better Man” di Little Big Town

24. “Three Packs a Day” di Courtney Barnett

25. “Treaty” di Leonard Cohen

La classifica è stata pubblicata su Rolling Stone di gennaio.
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