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I migliori bootleg dei Pink Floyd

Dal 1966 al 2005, i migliori live piratati della band
I Pink Floyd live nel 1974, foto Barrie Wentzell

I Pink Floyd live nel 1974, foto Barrie Wentzell

Nel novembre 1974 i Pink Floyd hanno intrapreso un breve tour nel Regno Unito, in cui presentavano i nuovi brani composti dopo The Dark Side of the Moon. Una cassetta del concerto, registrata dal pubblico e diffusa in forma di bootleg, British Winter Tour ’74, è diventata un successo sottobanco, vendendo qualcosa come 100mila copie. Ma non si tratta di un caso isolato: i Floyd sono una delle band più piratate della storia del rock. Questa personalissima rassegna dei migliori materiali ufficiosi si concentra sull’era del rock spaziale per due motivi: la tendenza dei Floyd a testare concezioni e materiali dal vivo prima di registrarli in studio, e l’alta qualità dei documenti audiovisivi che permettono di accedere a quelle sperimentazioni. Mentre i Floyd elaboravano Dark Side, i loro concerti erano ormai una delle attrazioni principali del rock, in cui l’evoluzione della loro musica avveniva in presa diretta. E seguirne gli sviluppi e le invenzioni era esaltante, oltre che facile, se conoscevi i negozi giusti o la gente giusta. Ecco le dieci tappe essenziali di quel viaggio.

Thompson Private Recording Studio
Hertfordshire, Inghilterra
31 OTTOBRE 1966

Due settimane dopo l’esordio ufficiale sulla scena freak di Londra a una festa per il lancio della rivista International Times, i Pink Floyd hanno inciso la prima versione del loro biglietto da visita, Interstellar Overdrive, in questo demo. L’emancipazione del gruppo dall’R&B era ancora in divenire. Nel tema principale c’è più groove che frenesia, e nell’improvvisazione – tenuta insieme dalla melodia accennata dall’organo di Wright che aleggia sul brano – la follia è ancora esitante. In una registrazione dal vivo, tre mesi dopo all’UFO club di Londra, il brano è più aggressivo e sicuro nell’esplorare le possibilità sonore. Ma questa esecuzione, immortalata agli albori della psichedelia britannica, offre un prezioso assaggio della band.

Star Club
Copenhagen
13 SETTEMBRE 1967

L’assenza quasi totale del cantato in questo nastro registrato dal pubblico, che ha un carattere rude ma dinamico, ha uno strano valore simbolico. Nell’estate del ’67 Syd Barrett aveva mostrato segni di cedimento, tra i danni provocati dagli acidi e il suo isolamento emotivo: era trasandato, catatonico e sul palco restava paralizzato. Ma in questo spettacolo – tappa conclusiva di un breve tour in Scandinavia – Barrett era riemerso sulla riva migliore della follia, suonando una chitarra pungente e incisiva in Matilda Mother e una sorprendente versione del singolo d’esordio dei Floyd, Arnold Layne. Il nastro di un concerto tenuto il 10 settembre al Golden Circle di Stoccolma, scoperto un paio di anni fa, immortala i Pink Floyd dell’era Barrett nella loro tarda e sgargiante fioritura, con il formidabile trip di Set the Controls for the Heart of the Sun che preannuncia l’emergere di Waters – in assenza di Barrett – come autore principale del gruppo.

BBC Maida Vale Studios
Londra
20 DICEMBRE 1967

La seconda sessione in studio per la BBC Radio è stata l’ultima registrazione di Barrett con la band: un’ultima, smagliante prova del suo talento di autore, ma anche una straziante testimonianza del suo crollo. Nelle cupe e irregolari convulsioni dei brani inediti di Barrett, Scream Thy Last Scream (considerato per breve tempo un brano dei Floyd) e Vegetable Man, scorreva un senso di paura, di lutto, di metamorfosi e decomposizione, mentre l’esordio alla BBC del suo Jugband Blues era un addio, giocato sui toni della leggerezza, ma decisamente esplicito – “Vi sono molto obbligato per aver chiarito / che non sono qui” – accompagnato da un kazoo che infonde un tocco freddo e inquietante alla disinvoltura del brano. La sessione, che comprendeva una versione di Pow R. Toc H., pezzo strumentale incluso nel primo album, è stata trasmessa a New York il 31 dicembre 1967. Nel gennaio 1968, Barrett è stato estromesso dal gruppo a cui aveva dato un nome e che aveva guidato fin a quel momento.

Palazzo Dello Sport
Roma
6 MAGGIO 1968

Dopo Barrett, i Floyd avrebbero impiegato anni per trovare la loro identità nella composizione e nella registrazione dei testi. Ma nell’esecuzione dei brani dal vivo sono rinati subito con Gilmour. Questa breve esibizione, a quattro mesi dall’ingresso del chitarrista – registrata a un festivalino, poi filmata e trasmessa dalla tv britannica – è un’occasione per cogliere i primi bagliori della nuova fase dei Floyd, specialmente per il modo in cui la voce e la chitarra di Gilmour riplasmavano gli insondabili spazi barrettiani di Astronomy Domine e Interstellar Overdrive. Due mesi dopo, ho visto i Floyd dal vivo per la prima volta. Erano i quarti in cartellone per quel concerto, che si teneva in uno stadio di Filadelfia e hanno dedicato gran parte della loro breve esibizione al recente A Saucerful of Secrets. Di quella sera ricordo un senso di esaltazione e di ipnosi, già vivido e tangibile nella versione di Set the Controls for the Heart of the Sun incisa in questo bootleg.

Concertgebouw
Amsterdam
17 SETTEMBRE 1969

Nell’aprile 1969, i Floyd hanno presentato per la prima volta una suite da concerto, The Massed Gadgets of Auximenes alla Royal Festival Hall di Londra. Un’opera ambiziosa, ma anche una presentazione elaborata e spettacolare di brani precedenti, di recenti lavori per colonne sonore e pezzi sperimentali dell’imminente doppio Ummagumma, in due parti prive di coesione tematica, The Man e The Journey. L’esibizione è stata registrata dalla radio olandese, trasmessa in parte e poi incisa per intero in versione bootleg. Ascoltandola non si apprezza l’eccentricità degli aspetti visivi (loro che bevono il tè e segano del legno sul palco), né l’effetto surround del missaggio (il cosiddetto Azimuth Co-Ordinator), ma questa registrazione è un reperto vitale che regge il confronto con la parte live di Ummagumma, eseguita in UK quell’estate e ancora legata all’era Barrett. Qui il gruppo spazia in lungo e in largo, da The Narrow Way, fantasia per chitarra composta da Gilmour, all’impudente blues Biding My Time, con Wright al trombone, e a brani della colonna sonora composta per More.

Le sessioni di “Zabriskie Point”
Studi Technicolor, Roma
DICEMBRE 1969

“Abbiamo fatto cose grandiose”, diceva Waters negli anni ’70 a proposito del lavoro dei Floyd per Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, torbido e contorto ritratto dell’America in fiamme del 1970. Il regista non era mai soddisfatto. «Diceva: “È molto bello, ma è troppo triste” o “è troppo forte”», raccontava Waters. Tra l’altro, Antonioni ha scartato lo splendido tema al piano che Wright aveva composto per la scena di una rivolta, melodia che i Floyd hanno recuperato in Us and Them di Dark Side. Alla fine il regista ha utilizzato solo tre pezzi dei Floyd, uno dei quali è una rielaborazione di Careful With That Axe, Eugene, lato B del 1968. In una riedizione della colonna sonora, un doppio CD uscito nel 1997, comparivano altre tracce delle sessioni (insieme a registrazioni extra degli assoli di chitarra di Jerry Garcia dei Grateful Dead per la scena dell’orgia nel deserto). Ma i bootleg che circolano con varie versioni della ballata acid-country Crumbling Land e registrazioni e missaggi dei pezzi scartati dal regista testimoniano l’ossessione dei Floyd per i dettagli e la loro sensibilità pittorica.

Fillmore West
San Francisco
29 APRILE 1970

I Floyd hanno tenuto due concerti quel giorno: il primo nel pomeriggio, senza pubblico, negli studi della KQED, un’emittente tv locale; l’altro è questa maratona immortalata da un bootleg, che ne preserva la meravigliosa stereofonia. In questo tour, che ancora si affidava a cavalli di battaglia del ’67-’68 come Astronomy Domine e A Saucerful of Secrets, presentavano anche una nuova composizione strumentale, che diventerà la lunga suite di Atom Heart Mother, uscito nell’autunno del ’70. Questa versione è preferibile per quello che non ha: il coro e l’orchestrazione, che nell’LP si distendono in modo disomogeneo in quello che era un mix di idee melodiche, alcune recuperate dai relitti di Zabriskie Point. Ma questa versione senza orpelli, che prelude alle successive composizioni epiche, offre comunque un godibile, anche se confuso, rock spaziale. Il concerto del Fillmore West comprendeva una rarità di Waters, Embryo, e una maestosa versione di Cymbaline, composta per More. Si avvicinava la fine di un’era…

BBC Paris Cinema
Londra
30 SETTEMBRE 1971

Due mesi prima di “Meddle”, il loro sesto album, i Floyd hanno eseguito più della metà del disco – il temerario One of These Days e la corposa suite Echoes – alla radio inglese. Echoes era l’ultima, monumentale evasione dei Floyd nel rock spaziale, con un testo già fortemente segnato dall’ossessione di Waters per la follia e la disperazione terrestre. In Meddle, il brano suona espansivo e ha una sospensione perfettamente rifinita in studio. Sul palco – in questa esecuzione e in una serata memorabile del settembre 1987, quando ho visto i Floyd guidati da Gilmour nel loro primo tour Usa aprire il concerto con questa suite – trattiene ancora quell’antica inquietudine sperimentale, che nelle esibizioni live gradualmente cederà il passo a meticolose esecuzioni dei dischi registrati in studio. Se potete, procuratevi l’intera registrazione di questo spettacolo per gustare i sardonici commenti del conduttore, John Peel, leggendaria figura della BBC.

Boston Garden
Boston
18 GIUGNO 1975

L’incertezza che ha colto i Floyd dopo il successo di Dark Side si riflette nei tour di quel periodo, una breve serie di show in UK a fine ’74 e in Usa a metà ’75, di cui fa parte questo concerto, sopravvissuto grazie a un nastro del pubblico molto ben registrato. Al loro arrivo a Boston, i Floyd avevano già presentato dal vivo buona parte dell’album successivo, Wish You Were Here: l’inno a Barrett, Shine On You Crazy Diamond, e Have a Cigar, oltre a due brani di Waters, Raving and Drooling e You’ve Gotta Be Crazy. Questi ultimi, considerati troppo pesanti per quell’album, saranno poi riscritti e trasformati in Sheep e Dogs, che confluiranno in Animals nel 1977. Questo è stato l’ultimo tour in cui i Pink Floyd hanno presentato materiale inedito sul palco.

Live 8, Hyde ParkLive 8, Hyde Park
Londra
2 LUGLIO 2005

La reunion che tutti bramavano ma che nessuno riteneva possibile, dopo quasi tre decenni di rancori e cause legali. «Tutti i dissapori sono insignificanti in questo contesto», ha dichiarato Gilmour. Lui, Waters, Wright e Mason hanno suonato per una mezz’ora: Breathe e Money da Dark Side, cantati da Gilmour, e Wish You Were Here e Comfortably Numb, cantati da Gilmour e Waters insieme, raggiunti dagli altri per l’abbraccio finale. Dopo la morte di Wright, nel 2008, qualunque reunion sarà parziale. Ma anche in questa occasione non erano al completo: «Lo stiamo facendo per tutti coloro che non sono qui», ha detto Waters prima di suonare Wish You Were Here, «e ovviamente, soprattutto per Syd».

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