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I Måneskin sono ascoltati nel mondo quanto i Pearl Jam e i Muse

Grazie all’esposizione assicurata dall’Eurovision, con due soli album i quattro fanno su Spotify gli stessi numeri di alcuni big inglesi e americani. E a quanto pare piacciono pure a Miley Cyrus

Måneskin

Foto: Gabriele Giussani

Måneskin: 10.508.886. Muse: 10.477.267. Pearl Jam: 10.830.534. Sono i numeri degli ascoltatori mensili su Spotify per ognuna delle tre band, un’altra misura del successo internazionale della band di Zitti e buoni raggiunto anche grazie all’esposizione assicurata dalla vittoria all’Eurovision Song Contest.

Siamo lontani da altri super big del rock come Metallica (17 e passa milioni) o Green Day (oltre 19 milioni), ma sono numeri comunque impressionanti per una rock band italiana. Per fare qualche esempio, i Negramaro hanno 1.222.761 ascoltatori mensili, gli Afterhours 244.584. Una popstar internazionale come Laura Pausini ha 5.766.862 ascoltatori mensili su Spotify.

Oltre ad essere entrata nella classifica dei singoli inglesi (al numero 17), Zitti e buoni è stata ascoltata quasi 69 milioni di volte solo su Spotify, dopo essere stata la canzone italiana con più stream di sempre nell’arco di 24 ore (quasi 4 milioni) e la più alta nuova entrata nella Top 10 globale (al numero 9). Nel post Eurovision, i Måneskin sono entrati in varie classifiche di una trentina di Paesi.

Dopo avere ricevuto i complimenti di artisti internazionali, dai Wolf Alice a Simon Le Bon dei Duran Duran, ora i Måneskin hanno incassato un “like” da Miley Cyrus, che si è messa a seguirli su Instagram.

Intanto in un’intervista a TV Sorrisi e Canzoni Damiano David ha spiegato che non sporgerà querela per l’accusa di avere sniffato cocaina all’Eurovision: «Per me la questione non si è mai neanche aperta. È stato solo un grosso sketch comico, alla Zelig. Se arriveranno le scuse, sono pronto a riceverle. Ma adesso a tutti noi interessa soltanto festeggiare, in barba a chi ha tentato di ostacolarci».

Damiano ha anche detto che il suo gatto si chiama… «Bidet, come qualcosa che in certi Paesi non hanno».

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