Non capita spesso che una band abituata a riempire gli stadi, oltre ad essere una delle più influenti degli ultimi anni, accetti di fare da gruppo spalla. Ma se dall’altra parte ci sono gli AC/DC, evidentemente, si può fare un’eccezione. Infatti l’8 settembre i Foo Fighters apriranno il concerto di Angus Young al Dome at America’s Center di St. Louis, prendendo per una sola data il posto dei Pretty Reckless.
Per Dave Grohl, però, sarà molto più di un incrocio tra due delle più grandi rock band in circolazione. Bisogna tornare al 1980, quando aveva 11 anni e vide Let There Be Rock, il film-concerto degli AC/DC che, racconta, gli fece conoscere «per la prima volta la potenza grezza e primordiale di un’esibizione rock and roll». Lo ha spiegato in un post sui social: «Come potevano cinque esseri umani sprigionare sul palco una tale intensità usando soltanto i loro strumenti, con una tale spavalderia, un tale groove… e un tale senso di pericolo?», ha scritto Grohl ricordando quel momento: «Mi esplose la testa. Si sciolse. Cambiò per sempre».
Da lì, a quanto pare, nasce anche il suo modo decisamente poco parsimonioso di stare sul palco: «Se eri un batterista e non dovevi cambiare il rullante tra una canzone e l’altra perché lo avevi ridotto in pezzi, non stavi picchiando abbastanza forte». E per i cantanti valeva la stessa regola: «Se eri il frontman di una band e alla fine del concerto non eri fradicio di sudore, non stavi dando al pubblico quello che meritava». Grohl arriva quindi al punto: «Tutto quello che ho sempre voluto è stato riuscire, un giorno, a essere all’altezza della furia impressionante degli AC/DC dal vivo (un’impresa impossibile, tra l’altro)».
Quarantasei anni dopo quel film, toccherà finalmente a lui salire sul loro stesso palco. E non nasconde l’emozione: «È letteralmente un sogno che si avvera. Quindi, se volete sangue, l’avrete». E poi, naturalmente: «Che sia fottuto rock, St. Louis».
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