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I caraibi sotto casa: i Major Lazer al carnevale di Notting Hill


Diplo, Jillionaire e Walshy Fire hanno chiuso il festival a sorpresa organizzato da Bacardi per l’evento simbolo della Londra multiculturale

I Major Lazer a Casa Bacardi. Foto di David Parry/PA Wire

Non capita tutti i giorni di passeggiare accompagnati da un beat reggae e un carro di ballerine ricoperte di piume e glitter. A Londra, però, succede regolarmente dal 1965: ogni anno, ad agosto, la comunità afro-caraibica della città si prende le strade di Notting Hill con una parata gigantesca, il Notting Hill Carnival, che nel corso degli anni è diventato il festival di strada più grande del Regno Unito e il simbolo della Londra multiculturale e multietnica.

L’effetto, per chi va al carnevale la prima volta, è straniante: decine di gruppi di ballo accalcati dietro a carri ricoperti di casse, banchetti di spezie, tatuatori, un soundsystem diverso a ogni angolo della strada; qui la samba diventa afrobeat e poi reggaeton nel giro di una decina di passi.

Oltre alla parata, quest’anno il carnevale ospita un vero e proprio mini-festival a sorpresa, organizzato da Bacardi nel cuore del quartiere, con una line-up segreta che si è rivelata solo nel corso della giornata di lunedì.

Foto di Alex Majoli

In apertura la dancehall di Mr Vegas e il reggae di Serocee, poi il set tra rap e reggaeton di Stefflon Don – che per eleganza e compostezza è un po’ la Cardi B di Birmingham -, e il debutto al carnevale di Giggs, che ha portato sul palco i suoni aggressivi della trap delle periferie londinesi.

Infine i Major Lazer, che con Bacardi hanno un rapporto duraturo – dal rum personalizzato a un progetto per la produzione di giovani musicisti caraibici – di ritorno al carnevale dopo cinque anni di assenza. Ora sono superstar da primi posti in classifica, è vero, ma sul palco londinese portano la loro versione più festaiola e underground: distribuiscono bandiere, sparano coriandoli, cazzeggiano con le ballerine e scherzano con il pubblico. C’è anche spazio per l’ospitata di Mr Eazi, che accompagna il trio verso la fine del set con Leg Over e Let Me Live.

Foto di Alex Majoli

Sarà per l’atmosfera del carnevale, o per i cocktail personalizzati e dai nomi stravaganti serviti nel bar (il Landlord, l’Eazi Breezy, il Lon Don Calypso e così via), ma ai concerti di Casa Bacardi può succedere di tutto, anche che l’ultimo pezzo di Stefflon Don diventi una gara di twerking tra ballerine e pubblico, vinta dal pubblico, o che sul palco con Giggs ci fossero una ventina di omaccioni della sua crew.

Nessuno si scompone più di tanto, ballano tutti. Anche i vecchi londinesi, affacciati alla finestra con l’aria divertita e un po’ sorpresa di chi si è svegliato con i caraibi sotto casa.

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