I Brockhampton stanno diventando grandi

Conoscersi su un blog dedicato a Kanye West, far innamorare Tyler e Pharrell per poi bruciarsi quasi del tutto a vent'anni: storia di una boyband tra Andy Warhol e Steve Jobs.

Nessuno ha avuto un 2017 come i Brockhampton, neanche chi ha trovato una miniera di BitCoin nel giardino di casa. Passati dalla semiclandestinità di una villetta a schiera di North Hollywood ad essere il gruppo preferito di Tyler The Creator e Pharrell Williams, nel solo anno solare hanno prodotto una trilogia di album che ha colpito come un ciclone la scena hip hop californiana. Saturation I,II e III sono divenuti immediatamente dei testi sacri accanto a Blonde di Frank Ocean e Flower Boy di Tyler per una generazione che sta ridefinendo i limiti della galassia della musica rap.

Il falsetto pop di Kevin Abstract, la metrica limpida di Dom McLennon, i graffi a-là Danny Brown di Merlyn Wood fino al Soundcloud lo-fi di Bearface e Joba si rincorrono, si accavallano fino a fondersi in un calderone di riferimenti, citazioni e invenzioni tutte rigorosamente DIY. Dopo due interminabili Tour attraverso l’America, una docuserie per Vice, American Boyband, ed una elettrica partecipazione al Camp Gnarl Flow organizzato da Tyler The Creator, dove sono saltati sul palco vestiti da carcerati dipinti di azzurro, il gruppo ha firmato un lucroso contratto di distribuzione con la RCA Recordings. Un successo impensabile per un gruppo di appena ventenni che si sono incontrati per caso su un forum online dedicato a Kanye West. Il nuovo anno però, quello della loro definitiva consacrazione, è stato più complicato del previsto.


“Non possiamo tollerare nessun tipo di abuso. Questo non potrà alleviare le loro sofferenze, ma speriamo sia un passo nella giusta direzione”. Con questo breve comunicato apparso sui social della band il 27 Maggio i Brockhampton hanno allontanato Ameer Vann, uno dei membri fondatori del gruppo, dopo che alcune sue ex lo avevano accusato su Twitter di comportamenti sessualmente aggressivi e manipolatori durante la relazione. Subito dopo hanno interrotto il Tour per “tornare a casa e riordinare le idee”. Ameer non era solo uno dei primi componenti ad essere entrato nella famiglia Brockhampton, ma la sua faccia è sulla copertina dei tre dischi che compongono la trilogia di Saturation.

Il mese successivo i Brockhampton hanno fatto la loro prima comparsa in un Late Night Show, chiudendo il talk di Jimmy Fallon nel tradizionale slot dedicato alle performance musicali, con una intensa versione dell’inedita Tonya. Fallon la presenta come suo solito, seduto alla sua scrivania mentre esibisce l’edizione fisica del nuovo disco, The best year of our lives, che promette essere in imminente uscita. La copertina illustra i membri del gruppo mentre giocano sul bagnasciuga di una lunga spiaggia californiana ed è tratta dal filmato che scorre alle spalle dei cantanti. Kevin, Dom, Bearface, Matt e Merlyn sono seduti in semicerchio in camicie di flanella mentre cantano i loro versi. È una canzone molto personale, che affronta temi come il tradimento, la delusione e la solitudine che può conseguire dalla fama, e fa riferimento nel titolo alla pattinatrice statunitense Tonya Harding (e al biopic uscito lo scorso anno I, Tonya di Craig Gillespie).

Per la band era la prima uscita pubblica dopo aver allontanato Ameer e la performance di Tonya doveva rappresentare una sessione di terapia collettiva, un modo per esorcizzare il momento più difficile della loro giovane carriera e tornare alla normalità, in quello che avevano individuato come “l’anno migliore delle loro vite”. Ma contrariamente a quanto annunciato da Fallon, il disco che sarebbe dovuto uscire a breve è stato cancellato, seguendo il triste fato di Team Effort e Puppy, progetti prima lanciati e poi rimandati a data da destinarsi. Anche il video della loro performance è stato tolto dal loro canale YouTube, così come l’esibizione travolgente di Boogie in mezzo a Times Square durante una loro incursione a TRL. Un’operazione curiosa di damnatio memoriae e allo stesso tempo di profonda autocritica personale.

Infatti i Brockhampton hanno creato una fanbase affezionata e leale anche affrontando e rompendo molti dei tabù che ancora sono presenti nel mondo hip-hop.  Si autodefiniscono una boyband ribaltando i cliché da talent show costruiti a tavolino, nessun idolo teen riciclato da Disney Channel, nessun sorriso preconfezionato per conquistare l’omologato mercato dei pre-adolescenti.

Il loro frontman e leader riconosciuto, Kevin Abstract, non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale, esplicitando la sua omosessualità sia nei testi delle canzoni, sia nella sua intensa presenza social. In Junky Matt Champion affronta direttamente la rape culture della sua famiglia, in Milk Merlyn Wood racconta il razzismo anche dentro contesti culturali liberal (ha abbandonato l’Università del Texas dopo essere stato vittima di discriminazioni). I Brockhampton si pongono come il perfetto collettivo per rappresentare la Generation Z, una famiglia formata da quattordici outsiders che hanno deciso di abbandonare tutto per seguire il loro sogno artistico dopo essersi conosciuti on-line. Non soltanto cantanti, rappers e beatmakers ma anche fotografi, videomakers e stilisti: un’intera factory artistica compressa dentro una villetta con giardino nella suburbia losangelina, in uno strano equilibrio tra Andy Warhol e Steve Jobs.

Un incantesimo che si è improvvisamente spezzato, lasciandoli a raccogliere i cocci, o rubando il titolo del loro programma radiofonico per Beats1, le cose che hanno perso nel fuoco. Per loro fortuna è arrivato il Tour in UK, una valvola di sfogo che ha permesso ai vari componenti di tornare a concentrarsi sulla propria creatività. In estate sono tornati a rilasciare tre nuovi pezzi nel giro di un mese, con relativi video, tanto da far credere alla sempre attiva comunità di fan che c’era un disco in uscita. Ed in effetti è così, o quasi. A fine agosto Kevin su Twitter ha annunciato che entro settembre un nuovo progetto sarebbe stato effettivamente rilasciato ma che sarebbe stato composto solamente di musica inedita.

Anzi avrebbero seguito la stessa metodologia che aveva caratterizzato la produzione dei Saturation, ovvero darsi una scadenza imminente e lavorare giorno e notte per finire tutto in tempo utile. Il disco si intitolerà Iridescence, verrà registrato negli storici Abbey Road Studios e sarà completamente diverso da ogni altro materiale finora pubblicato dai Brockhampton, così almeno affermano loro. Jaden Smith ha annunciato che volerà a Londra per supportare i suoi fratelli mentre durante l’esibizione dei N.E.R.D. al Festival di Reading Pharrell ha chiamato sul palco tutto il gruppo tra l’entusiasmo del pubblico locale. L’età dell’innocenza è finita, per i Brockhampton è tempo per un ulteriore salto nel buio verso quel bagliore che illumina la notte.