Rolling Stone Italia

I Beatles raccontati da Graham Nash

La leggenda di Crosby, Stills, Nash & Young racconta il suo primo incontro con i quattro baronetti di Liverpool

Ho visto i Beatles la prima volta a un talent show nel novembre 1959. All’inizio facevano quello che facevano tutti, ovvero cantare canzoni di R&B americano e rivenderle agli americani sull’onda della British Invasion. La cosa che li ha resi veramente solidi è stata suonare otto ore al giorno ad Amburgo.

Erano già grandi, ma quando suoni così non puoi fare altro che migliorare. L’album Please Please Me cattura l’energia dei loro concerti, anzi credo che ne abbia ancora di più, la versione di Twist and Shout sul disco è decisamente meglio di quella live. Mi ricordo una sera in cui suonavo con gli Hollies in un posto vicino a dove suonavano loro. Ci siamo incontrati e abbiamo dato dei soldi a qualcuno per farci entrare in un bar.

John mi ha detto: «Cazzo, domani dobbiamo andare alla EMI a registrare un disco e io non mi ricordo il testo di Anna». Mi sono seduto al piano e gli ho fatto sentire le parole. John era un personaggio! Il primo singolo Love Me Do era una canzone molto dolce, ma quando ho ascoltato il primo acetato di Please Please Me mi è sembrato ovvio che fosse quella la loro hit. Lo pensavano tutti al primo ascolto.

Quando le ragazze impazziscono per te senza aver sentito niente, vuol dire che sta per succedere qualcosa

Al tempo lavoravo in un coffee bar chiamato The 2J’s. I Beatles ci dovevano suonare una sera del 1962: mi ricordo che sono arrivati verso le cinque del pomeriggio a sistemare gli strumenti, tutti vestiti di pelle nera. Tutte le ragazze li volevano, e quando le ragazze impazziscono per te senza aver sentito ancora niente vuol dire che sta per succedere qualcosa.

Sapevano benissimo dove stavano andando, dovevano solo fare un passo dopo l’altro e riempire la distanza.

Iscriviti