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‘Humanize’, la grande opera di Appino, nei club di tutta Italia

Il disco, uscito lo scorso novembre, è il più complesso mai realizzato dal pisano frontman degli Zen Circus. Il tour raggiungerà alcuni dei club storici della scena indipendente italiana
Appino

Foto stampa

Lo scorso novembre ha stupito tutti con quello che forse è il suo disco più ambizioso di sempre: tra pochi giorni Appino, storico frontman, chitarrista, autore e cuore pulsante di The Zen Circus, sarà ufficialmente in tour nazionale per presentare il suo Humanize anche in una dimensione live, da sempre uno dei punti di forza dell’artista, sia quando è in versione Zen Circus, sia quando presenta progetti diversi rispetto alla band.

Da Nord a Sud, passando per le isole, il tour toccherà alcuni luoghi sacri della musica italiana, che raggiungeranno il cuore di chi ha seguito e continua a seguire la scena indipendente: dalla data zero del The Cage di Livorno, passando per il Locomotiv di Bologna, la Latteria Molloy di Brescia, l’Hiroshima Mon Amour di Torino e la Santeria Toscana 31 di Milano. Date anche a Perugia, Roma, Trento, Treviso, Cesena, Firenze, Cagliari, Napoli, Palermo, Catania e Bari.

Nel disco, in cui Appino ha l’ambizione di costruire un percorso artistico a 360 gradi con il proposito di «scandagliare il concetto di “essere umani”», come si leggeva nei comunicati che hanno accompagnato l’uscita lo scorso novembre, è un’opera mastodontica dalla durata totale di 72 minuti, suddivisi in 23 tracce senza soluzione di continuità: 14 canzoni e 9 skit che il cantante affida  a frammenti di opinioni, sensazioni, emozioni e sentimenti narrati da centinaia di voci differenti. Un’opera il cui concept vuole sfidare la frenesia della discografia contemporanea, offrendo dimensioni vicine alla colonna sonora ponendosi, al contempo, come disco pop, sia nella sua natura musicale che nell’accezione più generale del termine.

Credits: Giacomo Francesconi

Per la realizzazione del disco è stato coinvolto Davide Barbafiera (soundscape designer, musicista e attore) che si è occupato assieme ad Appino di intervistare quante più persone possibili, di ogni tipo ed età, sugli argomenti più svariati. La mole di registrazioni è stata poi selezionata, tagliata, filtrata e posizionata all’interno del lavoro, rispettando il criterio dei macro-argomenti che le canzoni si propongono di trattare, in cui diversi field recording contribuiscono ulteriormente all’ambientazione. 

«HUMANIZE CLUB TOUR 2024», racconta APPINO, «si propone di portare dal vivo buona parte delle canzoni dei miei tre dischi da solista, mescolandole l’una dentro l’altra per cercare di approfondire la narrazione sull’umanità che ho intrapreso con l’album appena uscito. Nuovi arrangiamenti, cavalcate strumentali e momenti di intimità acustica sono gli ingredienti di quello che considero più un viaggio che un concerto. Lo show infatti è pensato come uno spettacolo teatrale, un film, o forse meglio ancora un documentario. A ribadirlo un light show sognante e psichedelico basato su specchi e riflessioni a cura di Gabriele Spadini. E ovviamente la band, composta da Matteo D’Ignazi alla batteria (Daykoda, Erio, etc), Davide Barbafiera a moog e campionamenti (Campos, Ico e i casi umani etc), Valerio Fantozzi al basso (Bobo Rondelli, Snaporaz etc) e Fabrizio “Thegeometra” Pagni (tastierista aggiunto degli Zen dal 2018, nonché co-produttore di Humanize)».

C’è grande curiosità rispetto alla resa dal vivo di quest’opera così complessa e sfaccettata, anche perché la dimensione del live è stata concepita organicamente rispetto all’opera stessa, come parte della stessa composita idea estetica che il cantante ha voluto approfondire con questo progetto: il tour sarà però anche l’occasione per reimmergersi nei due album Grande raccordo animale (2015) e Il Testamento (2013),  ai tempi vincitore della Targa Tenco come migliore opera prima.  

I biglietti sono disponibili attraverso il sito di Vivo Concerti, tramite i circuiti TicketOne e Ticket Sms.

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