Ho smesso di ascoltare i dischi di Kanye West, e dovreste farlo anche voi

Non possiamo ignorare le posizioni politiche di un musicista, soprattutto se sono a sostegno di un suprematista bianco. E smettiamola con questa storia dell'arte senza politica.

Due settimane dopo le elezioni del 2016 Kanye West ha detto al pubblico di San Jose, California, che non era andato a votare. Tuttavia, aveva trovato il suo candidato. «Se fossi andato alle urne avrei scelto Trump». Mentre i fan protestavano, il rapper insisteva sulle sue posizioni. «Smettetela di concentrarvi sul razzismo», ha detto agli afroamericani sul posto. «Tutto il mondo è razzista, ok?».

Più avanti, dopo il ricovero in ospedale per la sua “emergenza psichiatrica”, West ha incontrato il presidente nella Trump Tower, come documentato da una fotografia che li ritrae insieme. Fino ad ora la sua celebrità gli ha permesso di sopravvivere alla misoginia, quindi è probabile che contasse di sopravvivere anche a quella foto. Poi, in questi giorni, ha messo di nuovo a dura prova il suo pubblico. 48 ore dopo l’annuncio dei suoi prossimi progetti discografici, West ha condiviso due tweet di fila, che trovate qui sotto.

I fan, come ci aspettavamo tutti, non l’hanno presa bene, soprattutto perché i messaggi hanno ricevuto l’apprezzamento di due super-conservatori come Ben Shapiro e Alex Jones, che è arrivato persino a invitarlo nel suo talk show. E per capire meglio la situazione, è necessario parlare di Candace Owens e del movimento che rappresenta.

Owens è un’afroamericana conservatrice a capo della comunicazione di Turning Point USA, un movimento molto critico di Black Lives Matter, che ha definito «poppanti che fingono di essere oppressi solo per avere attenzione». Una posizione crudele, non conservatrice. Domenica la Owens ha rifiutato l’etichetta politica “estrema destra”, spiegando su Twitter che si ritiene solo una libera pensatrice. Ma si potrebbe continuare, raccontando del suo revisionismo verso la NRA e la convinzione che Trump «non è solo il leader del mondo libero, è il salvatore». Insomma, è difficile denigrarla, fa già tutto da sola.

Al contrario è utile prendersi del tempo per valutare questa falsità dei “liberi pensatori” diffusa da West e dalla Owens. Le posizioni politiche di quest’ultima sono d’esempio per tutti i conservatori, non solo i politici. Non c’è niente di originale a parte il colore della sua pelle e il suo essere di sesso femminile. Comunque, la Owens ricorda una vecchia linea politica, di solito espressa da politici bianchi, che racconta gli afroamericani come ospiti di una sorta di “piantagione Democrat”, schiavizzati da ideali liberali diffusi a partire dall’approvazione del Civil Rights Act. Questo è un modo di pensare razzista e gente come la Owens non riesce proprio a capirlo.

Nonostante ci dicano di ignorare la razza, Owens e il resto dei neri Repubblicani sono orgogliosi di un’unicità che dipende esclusivamente dal colore della loro pelle. Fare i bastian contrari è molto meno nobile dell’iconoclastia, e anche un obiettivo più semplice da raggiungere. E, purtroppo, l’universo dei media in stile Fox News non vuole altro che gente come loro. Si illudono di essere liberi, invece sono solo soli.

West, comunque, ha passato l’ultimo weekend in buona compagnia. Alla vigilia del suo ritorno, la cantante country canadese Shania Twain ha detto al Guardian che avrebbe votato per Trump: «Anche se offende tutti, sembra un tipo onesto. Volete la verità o l’educazione? Ok, nessuno impedisce di pretendere che ci siano entrambe, ma se dovessi votare non vorrei nessuna stronzata. Avrei votato per la cosa più trasparente possibile. E la politica spesso non è così, giusto?». Come i 63 milioni di americani che hanno scelto Trump, la Twain si è fatta conquistare dalla sua strategia di marketing.

La Twain, a differenza di Kanye, ha ritrattato le sue posizioni in una serie di tweet. Insomma, bisognerà pur vendere i biglietti dei concerti. L’aspetto interessante, però, è che una star del country (bianchissima) si preoccupi della questione più di un rapper di colore. La buona notizia per entrambi, però, è che essere un super-conservatore fa fare un sacco di soldi. C’è molto pubblico per i neri che esprimono idee simili. Ben Carson, il chirurgo leggendario e senza nessuna esperienza politica, è riuscito a correre per la presidenza nonostante una campagna ridicola. Non ci sono dubbi, quindi, che la Owens riuscirà a ottenere come minimo un contratto per pubblicare un libro. C’è grande richiesta per gente come lei e, in questo caso, come Kanye West.

Non sappiamo se West subirà conseguenze economiche (o social) dopo questi episodi. I suoi fan, anche i più liberali, troveranno qualche scusa per continuare a supportarlo. Magari qualcuno dirà che è colpa dei suoi problemi psichiatrici. Dev’essere davvero pazzo per sostenere Trump, non credete?

Ma sostenere i Repubblicani non è sintomo di follia, neanche per un afroamericano. Prendete le dichiarazioni di West e valutate che persona è diventato. E questo è molto più allarmante. Lunedì, Ebro Darden della radio Hot 97 di aver sentito con le sue orecchie Kanye dichiarare: «Io amo Donald Trump». Buon per lui, davvero.

Qualcuno dice che la politica dovrebbe star fuori dall’arte, come se una cosa del genere fosse possibile. Gli ascoltatori di Kanye non possono all’improvviso ignorare i suoi pensieri e ascoltare Spaceship come se non fosse successo niente. Io sono un grande consumatore di musica hip-hop, e sono felice di poter scoprire cosa pensano gli artisti che supporto comprando dischi e biglietti per concerti e festival. Ed è per questo che ho mollato West e la sua musica. Se qualcuno seguirà il mio esempio, Kanye non dovrà sorprendersi. Sostiene un presidente che fa il lavoro sporco dei suprematisti bianchi.

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