Hellwatt Festival, parla Milani: i conti per Kanye West e Travis Scott non tornavano | Rolling Stone Italia
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Hellwatt Festival, parla Milani: i conti per Kanye West e Travis Scott non tornavano

L'ex direttore artistico del festival annullato alla Rcf Arena di Reggio Emilia sostiene che il budget iniziale non fosse sostenibile, rende pubblici contratti e preventivi e annuncia nuove iniziative per ricostruire la vicenda

Hellwatt Festival, parla Milani: i conti per Kanye West e Travis Scott non tornavano

La RCF Arena

Foto: Courtesy of Hellwatt Festival

Victor Yari Milani rompe il silenzio e prova a ribaltare la narrazione sull’Hellwatt Festival, la manifestazione mai andata in scena alla RCF Arena di Reggio Emilia che avrebbe dovuto ospitare, tra gli altri, Travis Scott e Kanye West. L’ex direttore artistico ha reso pubblici contratti, preventivi e documentazione relativa al progetto e ha sostenuto, in conferenza stampa in Municipio, che «tutto quello che dirò è scritto e documentato», oltre ad annunciare di voler proseguire nel chiarire pubblicamente la vicenda.

Al centro della sua ricostruzione c’è innanzitutto la questione economica. Secondo Milani, il budget iniziale di 7 milioni di euro non sarebbe mai stato sufficiente a sostenere il festival: «Solo per la produzione prevista dal contratto di Travis Scott erano indicati circa 4,5 milioni di euro, ai quali si aggiungeva un ulteriore milione destinato alla logistica. A questi si aggiungevano le esigenze produttive previste per Kanye West, pari a circa 1,5 milioni di dollari». Inoltre, ha spiegato, il contratto di Travis Scott conteneva una clausola che consentiva al suo team di superare il budget di produzione fino al 110% dell’importo previsto, facendo potenzialmente salire i costi complessivi oltre i 10 milioni di euro.

Milani sostiene inoltre che diversi accordi con gli artisti siano rimasti bloccati per mesi: «Per ogni artista procedevamo in base all’ok della direzione. Io non ho mai preso iniziative personali». E aggiunge che alcuni contratti sarebbero stati lasciati in sospeso nonostante fossero già arrivati. L’ex direttore artistico contesta poi un preventivo da quasi 21 milioni di euro predisposto dal produttore Vittorio Dellacasa, definendolo «palesemente gonfiato», e sostiene di aver presentato successivamente una proposta alternativa con costi «ben più contenuti» a parità di qualità produttiva.

Infine torna sulla questione Kanye West, che nelle ultime settimane era diventata il principale terreno di scontro politico. Secondo Milani, durante le riunioni preparatorie non sarebbero mai emerse obiezioni sulla presenza del rapper americano: «In quelle riunioni non si è mai parlato di cancellare nessun concerto. Tutti erano contenti ed entusiasti». Da qui l’affondo nei confronti dell’amministrazione comunale: «Perché non l’hanno fatto prima? Se è vero che erano contrari, perché farci venire in Comune a presentare il progetto in pompa magna a febbraio? Delle sue posizioni antisemite non interessava a nessuno».

L’ex direttore artistico ha infine annunciato l’intenzione di continuare a rendere pubblica la documentazione in suo possesso per ricostruire, dal suo punto di vista, tutte le fasi che hanno portato alla cancellazione dell’Hellwatt Festival.