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Guarda ‘Cosa diavolo ci faccio qui’, il late night show sulla musica che non gira più

Che cosa succede se il fondatore di un’agenzia di booking si improvvisa conduttore per dimostrare con uno show in streaming che lo streaming dei concerti non funziona? Musica, parole e tanta ironia

Che cosa succede se il fondatore di un’agenzia di booking vede pressoché azzerata la sua attività? Può stare fermo. Può lamentarsi. Può protestare. Può fare sistema con i colleghi. Può fare pressione sulla politica affinché i concerti riprendano in sicurezza. Se è Pietro Fuccio di DNA Concerti può anche inventarsi una specie di late night show e improvvisarsi conduttore.

È quello che succede in Cosa diavolo ci faccio qui, la cui prima puntata è stata trasmessa in anteprima ieri sera. Nell’introduzione, Fuccio spiega che gli streaming non sono la soluzione della crisi dei concerti: primo perché sono privi delle cose che rendono interessante un’esibizione live, ovvero il fatto di essere nello stesso luogo con i musicisti e di condividere l’esperienza con altre persone; secondo perché farli bene costa tanto e non dà occupazione ai chi normalmente lavora ai tour.

Cosa diavolo ci faccio qui è quindi un modo diverso di fare streaming, di parlare con leggerezza di argomenti importanti, di ascoltare musica diversa dalla solita. La prima puntata che potete vedere qui sopra prevede, con la conduzione di una «co-presentatrice sottopagata», ovvero l’attrice Silvia Morigi, musica con il resident duo formato da Adriano Viterbini e Marco Fasolo, ospiti (Auroro Borealo, Dieci, Vanbasten, Emiliano Colasanti, Nicolas Ballario), gag, chiacchiere sulla musica. In coda, la presentazione dell’album di Marco Castello (ne abbiamo scritto qui). Per integrare, non sostituire l’esperienza di un vero concerto.