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Guarda ‘Adult Baby’, il film musicale di Kazu

Nel cortometraggio girato all’Isola d’Elba, la musicista dei Blonde Redhead è una creatura marina che ogni cento anni diventa umana

Alcuni pescatori trovano sulla spiaggia una ragazza senza sensi e le offrono soccorso. Lei esce dalla casa dov’è stata portata e vaga per l’isola come un’aliena. E infine, dopo un colpo di scena, torna da dov’è arrivata. È Adult Baby – The Legend of Kazu, il film di Kazu che gira attorno alle canzoni dell’omonimo disco di debutto che la polistrumentista dei Blonde Redhead ha pubblicato in settembre.

Diretto da Eva Michon, il corto dura poco meno di mezz’ora e racconta la storia di una creatura marina dalle sembianze umane che ogni cento anni frequenta per un giorno il nostro mondo. Di notte, torna della sua taglia gigantesca, attraversa i vicoli, scende verso il mare e s’inabissa. Di lei non resta che un vestito enorme appeso ad asciugare su un balcone.

«Alla fine del 2018», racconta la regista, «Kazu Makino mi ha chiesto di dirigere un video per il suo nuovo album di cui mi ha spedito una versione non definitiva. L’ho trovato talmente evocativo che ho ideato non un solo video, ma immagini per ogni canzone che nell’insieme costruiscono una storia». La creatura gigante è ispirata al film del 1954 Godzilla. Un campionamento dell’urlo del mostro marino è infatti contenuto in una canzone di Adult Baby intitolata Name and Age.

«Volevo che il film trasmettesse quel che provavo», ha detto Kazu. «La vita in un posto di mare, sentirsi libera e allo stesso tempo un’estranea, ma anche l’amore e l’eccitazione che provo per questa musica. E soprattutto, mi piaceva l’idea di restituire qualcosa a un’isola che amo follemente».

Il film è stato infatti girato all’Isola d’Elba, dove la musicista ha vissuto. «È una storia autobiografica, perché ovunque vada è così che mi sento: un’aliena», ha raccontato Kazu a Rolling Stone. L’album prende nome dagli adult baby club, «locali frequentati da uomini potenti e in carriera che ci vanno per farsi trattare alla stregua di bambini. E poi non siamo un po’ tutti degli adulti-bambini?».

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