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Gli U2 hanno pubblicato a sorpresa l’EP politico ‘Days of Ash’

Minneapolis, Iran, Cisgiordania, Ucraina: sono cinque nuove canzoni e una poesia, «sei cartoline da un presente che non vorremmo vivere». A fine 2026 uscirà anche un album

Foto: Anton Corbijn

Gli U2 hanno pubblicato a sorpresa un nuovo ep “politico”. Si intitola Days of Ash e contiene cinque canzoni e una poesia. La band canta di Minneapolis, Iran, Cisgiordania, Ucraina e definisce i pezzi «sei cartoline da un presente che non vorremmo vivere». 

Se American Obituary racconta della morte a Minneapolis di Renee Good a opera degli agenti dell’ICE e The Tears of Things immagina una conversazione tra il David e Michelangelo, la protagonista di Song of the Future è Sarina Esmailzadeh, studentessa iraniana che nel 2022 è scesa in piazza per protestare dopo l’uccisione di Jina Mahsa Amini e che a sua volta è stata picchiata a morte dalle forze di sicurezza.

La poesia si intitola Wildpeace, è firmata dall’israeliano Yehuda Amichai ed è recitata dall’artista nigeriana Adeola Soyemi (Les Amazones d’Afrique) su musica degli U2 e di Jacknife Lee, che ha prodotto l’EP. One Life at a Time è dedicata a Awdah Hathaleen, attivista palestinese e consulente del documentario No Other Land ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania a luglio da un colono israeliano. Infine, in Yours Eternally Bono e The Edge sono affiancati dal musicista e soldato ucraino Taras Topolia, oltre che da Ed Sheeran che dopo l’invasione russa ha messo in contatto gli U2 con Topolia e la sua band che si chiama Antytila. La canzone è stata scritta sotto forma di lettera di un soldato.

«È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno», dice Bono in un comunicato. «Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro. “Se hai la possibilità di sperare, è un dovere farlo” è una frase che abbiamo preso in prestito da Lea Ypi. Anche una risata sarebbe gradita. Grazie».

Chi ha bisogno di ascoltare un nuovo disco degli U2, chiede Larry Mullen Jr? «Dipende solo dal fatto che stiamo creando musica che riteniamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Parliamo molto di quando pubblicare i nuovi brani. Non sempre lo si sa… ma vista la situazione attuale, sembra il momento giusto. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora».

Per Adam Clayton le canzoni «arrivano al momento giusto», mentre The Edge scrive che «crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi. E noi vi stiamo uniti».

Martedì 24 febbraio nel quarto anniversario dell’invasione russa uscirà il corto di Yours Eternally, un breve documentario diretto dall’ucraino Ilya Mikhaylus e girato a dicembre quando il regista e la sua troupe erano al seguito del Corpo d’Armata Khartiya.

L’EP è accompagnato da un’edizione speciale digitale di Propaganda, la canzone ufficiale degli U2 nata degli anni ’80. Si chiama U2 – Days Of Ash: Six Postcards From The Present… Wish We Weren’t Here e include interviste esclusive con Mikhaylus e il produttore cinematografico Pyotr Verzilov, oltre al musicista e soldato Taras Topolia. Include anche i testi delle canzoni, le note dei quattro membri della band e un’intervista a Bono.

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