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Gli artisti più assurdi scoperti da Frank Zappa

In alcuni casi, queste scoperte si sono rivelate un successo. In altri, un fallimento con risvolti persino tragici

Frank Zappa, foto Victor Watts / Alamy / IPA

Le trovate geniali di Frank Zappa non si sono mai limitate ai suoi dischi. Era un uomo eccentrico, prolifico di idee e che soprattutto amava circondarsi di gente come lui.

In alcuni casi, questi perfetti sconosciuti che gravitavano attorno alla sua figura magnetica e le sue Straight/Bizarre Records (già il nome è tutto un programma) si sono rivelate delle scommesse vincenti. In altri, le scoperte di FZ vengono ricordate come dei completi fallimenti, con risvolti addirittura tragici in alcuni casi.

Di buono c’è che, nel bene o nel male, chi bazzicava nel suo entourage non si annoiava mai. Ma che tipo di persone erano queste “scoperte di Zappa”? Vediamo le più allucinanti.

TERRY GILLIAM (Monty Python)

I Monty Python erano sei, ma solo cinque sono nati nel Regno Unito. Prima di unirsi alla banda dopo un incontro casuale a New York, Terry Gilliam è soltanto un giovane cazzaro del Minnesota con una laurea in scienze politiche. Per arrotondare, si improvvisa fumettista e disegnatore di cartoni animati. Nel 1966, si trova a Los Angeles e viene invitato insieme ad altri “scenester” (gli accaniti frequentatori dei locali notturni della città) a prestare la voce sul primo album dei Mothers of Invention, Freak Out!. Zappa ha bisogno che qualcuno faccia un po’ di baccano come sottofondo di alcuni brani del primo album della sua band, quindi una sera decide di trascinare nel suo studio una banda di scoppiati raccattati qua e là per strada. Gilliam ovviamente è fra questi. L’invito si ripete anche l’anno successivo, per le registrazioni del secondo Absolutely Free. Anni dopo, Zappa cercherà di restituire il favore proponendo a Gilliam alcune idee per dei nuovi programmi TV e film, ma mai nessuna è andata in porto.

ADRIAN BELEW (King Krimson)

Quello di Adrian Belew è un nome che ogni prog rocker che si rispetti conosce molto bene. Dal 1981 al 2009, Belew ha militato come frontman e chitarra dei King Crimson. Come nel caso di Gilliam e i Python, si deve a Zappa il merito di aver regalato agli inglesi un talento americano. Ma prima dell’incontro con FZ, la vita di Belew non è proprio tutta rose e fiori. A metà anni Settanta si trasferisce a Nashville, Tennessee per inseguire il sogno di una carriera da musicista. Ben presto però si ritrova impicciato nel classico incubo da cover band: popolare nella zona e anche ben retribuito ma pur sempre costretto a suonare la musica di altri. Una sera del ’77 sta suonando con la band, gli Sweetheart, al Fanny’s Bar di Nashville. Per una connessione astrale che il chitarrista benedirà per tutta la vita, fra il pubblico sgangherato quella sera c’è anche Zappa. Subito dopo lo spettacolo Frank si avvicina ad Adrian per proporgli un provino per un tour imminente. La proposta rimane comunque informale e Adrian per buona parte del 1977 non riceve più notizie. Quando finalmente la telefonata formale arriva, Adrian impacchetta le sue cose e vola a Los Angeles per incontrare il suo idolo. Al primo tentativo Adrian sente di aver fatto abbastanza schifo, quindi implora Frank di concedergli una seconda chance, questa volta nell’intimità del suo salotto. Superfluo dire che la mossa si rivela vincente e che nei gli anni successivi assicura ad Adrian collaborazioni con Talking Heads e Bowie. Per dirne due.

STEVE VAI

A differenza di tutte le altre persone in questa lista, Steve Vai è l’unico ad aver fatto sì che Zappa lo scoprisse. È la fine degli anni Settanta, e Vai sta studiando al prestigioso Berklee College of Music di Boston, Massachussets. Un giorno, un suo amico gli fa vedere un piccolo libricino che dice di aver rubato in uno studio importante di New York. È una rubrica telefonica, su cui sono segnati i numeri di telefono di gente come Mick Jagger e Bowie. Steve scorre i numeri fino alla z e proprio lì trova il numero di Frank. «La prima volta che ho composto il numero, Zappa non era a casa» ha raccontato di recente il guitar virtuoso in un’intervista. «Sua moglie fu così gentile da dirmi che potevo richiamare. Così, l’ho fatto a intervalli di sei mesi. Quando Frank finalmente ha risposto al telefono avevo 18 anni.» Zappa quel giorno è di buon umore, tanto da dire a Vai il suo indirizzo. Tempo dopo, FZ riceve un pacco dal giovane chitarrista con dentro delle audiocassette della sua band. Il resto è storia.

BOBBY BEAUSOLEIL (Manson Family)

Bobby Beausoleil fa parte di quelle scoperte che forse Zappa non avrebbe dovuto fare. Ma dico forse, perché con tutta probabilità il giovane attore e musicista californieno, nei guai, ci si sarebbe messo comunque. Bobby è un ragazzo di bell’aspetto, ribelle e con un particolare talento nella musica e nella recitazione. Nel ’66 è molto attivo nella scena musicale losangelina, tanto che quella famosa sera in cui Zappa invita Terry Gilliam in studio per dare le voci a Freak Out!, in quel gruppo di matti c’è anche Beausoleil. L’anno dopo il giovane partecipa al film Lucifer Rising di Kenneth Anger, ricoprendo anche un ruolo di rilievo. Ma Bobby non ci metterà molto prima di finire nei casini. Immischiato nella Family, nel 1969 riceve da Charles Manson l’ordine di uccidere Gary Hinman, un insegnante di musica che aveva venduto per conto della Family una partita di mescalina scadente a un gruppo di biker. Alterati per il pacco ricevuto, i motociclisti avevano preteso un rimborso, ma Hinman si era rifiutato. Condannato alla pena capitale nel 1970, Beausoleil viene in un secondo tempo condannato al carcere a vita, dove si trova tuttora.

ALICE COOPER

Il più grande colpo portato a segno da Frank Zappa, non è un mistero, si chiama Alice Cooper. O meglio, il merito è del manager Shep Gordon e poi anche di Zappa. Dopo l’ennesima serata disastrosa al Cheetah Club di Venice Beach, la band composta da Cooper e alcuni compagni di liceo viene avvicinata da Gordon. Hanno appena svuotato la pista dove hanno suonato, eppure il manager sembra particolarmente interessato: «Possiamo trasformare questo impatto negativo in qualcosa di più utile» si sentono dire Cooper e i suoi. Dopodiché Gordon fissa un immediato provino con Frank Zappa, che dice alla band: «Venite domani da me alle 7 in punto». I ragazzi prendono fischi per fiaschi e si presentano alle 7 di mattina, non della sera come intendeva Zappa. Mezzo rincoglionito, la mattina seguente FZ va ad aprire alla porta, ritrovandosi davanti il gruppo di agitati. L’episodio per il boss è sufficientemente assurdo da convincerlo a scritturare gli Alice Cooper per tre album sulla sua Straight Records.

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