Gli album di Neil Young sono spariti da Spotify | Rolling Stone Italia
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Gli album di Neil Young sono spariti da Spotify

Lo aveva chiesto lui: «Spotify diffonde informazioni false sui vaccini. O me o il podcast di Joe Rogan». Lui e la Warner rinunciano al «60% degli introiti derivanti dallo streaming, in nome della verità»

Neil Young

Foto: DHLoveLife

Lo aveva chiesto lui: ospitando il podcast di Joe Rogan, Spotify diffonde informazioni false sui vaccini e «causa potenzialmente la morte di chi crede alla disinformazione». Neil Young aveva perciò aggiunto la sua voce ai medici che chiedevano di fare qualcosa e aveva invitato la sua casa discografica a far «sapere a Spotify immediatamente che voglio che tutta la mia musica sparisca dalla loro piattaforma. Possono avere Rogan o Young, non entrambi».

È stato accontentato. Ieri sera, la piattaforma di streaming più famosa al mondo ha cominciato a cancellare gli album di Neil Young. Al momento, su Spotify restano un disco non ufficiale e poche altre canzoni. La playlist This Is Neil Young un tempo composta da 52 pezzi ora ne conta appena 6.

«Prima di comunicare ai miei amici della Warner Bros il desiderio di lasciare Spotify» scrive Neil Young sul suo sito «i miei legali mi hanno ricordato che, da contratto, non ho il potere di farlo. Ho comunque annunciato che avrei lasciato la piattaforma perché sapevo che sarebbe successo. Ero pronto a fare qualunque cosa».

Oltre a ringraziare la Warner per averlo aiutato in questa battaglia e avere acconsentito alla rimozione della musica, Young spiega che «Spotify rappresenta il 60% degli streaming della mia musica nel mondo, quasi tutti gli album che ho pubblicato sono lì – la musica di una vita – ed è un gran perdita per la mia casa discografica». Ovvero «il 60% degli introiti derivanti dallo streaming, in nome della verità».

Quindi l’affondo: «Spotify è diventata la casa della disinformazione sul Covid e mette in pericolo vite umane. Vende bugie in cambio di soldi». Ai fan, scrive Neil Young, restano comunque altre piattaforme come «Amazon, Apple e Qobuz, per citarne qualcuna, che offrono mia musica in tutto il suo splendore in alta risoluzione, così come dovrebbe essere ascoltata, mentre sfortunatamente Spotify continua a rifilare la qualità peggiore».

«Spero sinceramente che altri artisti e case discografiche lascino Spotify e smettano di appoggiare la disinformazione potenzialmente mortale della piattaforma su Covid. In nome della verità».

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