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Ghali: «So che un mio pensiero non può essere espresso, so anche che un mio silenzio fa rumore»

Dopo le polemiche, il rapper che si esibirà domani all’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina ha diffuso uno scritto. «So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia»

Foto: Goigest

Dopo il dibatitto e le polemiche circa la partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, che si terrà domani allo Stadio San Siro, il rapper ha diffuso uno scritto: «So che un mio pensiero non può essere espresso, so anche che un mio silenzio fa rumore».

A gennaio Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani del governo Meloni, aveva detto che «la cerimonia di apertura è basata sul rispetto» e che sul palco «non sarà espresso il pensiero di Ghali». Il riferimento è alle prese di posizione del rapper su Gaza, in particolar modo a Sanremo 2024, quando ha parlato di genocidio. E ancora: «Ritengo che un Paese debba saper reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco».

Per la Lega è «davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico pro-Pal». Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, ha detto che «spero che Ghali abbia ricevuto indicazioni e linee guida sul ruolo che deve svolgere. Mi auguro dunque che capirà cosa fare in quel contesto e in quel momento».

Si è parlato di censura preventiva. Per Irene Manzi, capogruppo PD in commissione Cultura della Camera, gli attacchi contro il rapper «sono del tutto inaccettabili», Abodi «vorrebbe una censura preventiva» la Lega «lo attacca con insulti inqualificabili. L’arte è libera e non può essere strumentalizzata per motivi politici o ideologici». Per gli esponenti del M5S della commissione, «quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista “non esprimerà il suo pensiero sul palco”, non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva».

Ghali non si era ancora espresso, Lo ha fatto adesso in un testo breve indirizzato «a tutti» che riportiamo qui integralmente e che è accompagnato dall’appuntamento «a domani».

Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.

So perché vogliono uno come ne.
So anche perché non mi vorrebbero.

So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua.
So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.

So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.

So che è tutto un Gran Teatro.

 

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