Alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, che si è tenuta allo Stadio San Siro e in collegamento con le altre sedi di queste olimpiadi “diffuse”, Ghali ha recitato una poesia di Gianni Rodari.
È Promemoria, è tratta da Il secondo libro delle filastrocche ed è per l’appunto un promemoria del fatto che certe scelte sono più semplici di quanto si creda. Ad esempio scegliere di non fare la guerra.
Durante la cerimonia il classico per l’infanzia di Rodari è stato recitato in italiano e tradotto in inglese e francese, ma non in arabo, come avrebbe voluto Ghali, che ha scritto ieri: «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo».
Ghali non è stato inquadrato in primo piano, ma solo in campi lunghi assieme al corpo di ballo che lo ha accompagnato. Non è stato citato dai commentatori nella introduzione della performance, che è stata presentata come «il momento in cui si parla di spirito olimpico e di pace».
“Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.”
Gianni Rodari – letto da Ghali #cerimoniadiapertura pic.twitter.com/x8ropqdNm8— MC (@Virus1979C) February 6, 2026
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
