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Ghali: «Votano Salvini ma portano i figli ai miei concerti, è un cortocircuito»

In un'intervista rilasciata al Messaggero il rapper di Baggio è intervenuto sul dibattito scatenato da Salmo sulla nostra cover story. Ma non basta: «In Italia sono io quello che farà la nuova ‘Imagine’»

Lo aveva ribadito più volte, la politica non era affar suo, e sebbene già durante la nostra intervista si fosse sbottonato su immigrazione e integrazione, oggi Ghali ha per la prima volta parlato esplicitamente di attualità durante uno scambio di battute con Il Messaggero in occasione della data conclusiva del tour nei palazzetti nato per Album.

La domanda del giornalista parte proprio dalla nostra ultima cover story, dalla frase con cui Salmo ‘condanna’ chi alle ultime elezione ha votato Lega: «Non puoi ascoltare hip hop ed essere un razzista, le due cose sono incompatibili perché questa è una cultura black da sempre. Se dici “grande Salvini” devi bruciare i miei cd, o cambiare le tue cazzo di idee».

«Salmo è un grande – ha risposto Ghali – ma invece il bello è che chi vota Salvini viene a vedere i nostri concerti per accompagnare i figli. Il vero corto circuito». Il rapper di Baggio, inoltre, ha parlato anche di discriminazione razziale di cui, confida, in passato è stato vittima: ««I commenti in metro, per strada, a scuola. Ma mi è pesato meno che ad altri. Sono sempre stato misericordioso verso chi è ignorante di vita, cioè non ha incontrato diversità, non ha fatto scalo negli aeroporti. Poi sofferenza e frustrazione ci sono state ma le ho canalizzate nella musica». Ghali ha poi detto la sua sulla questione Riace: «Voglio rendermi utile, da domani in poi. Ma nel modo giusto, incontrando le persone di lì, è un mondo in cui non sono mai entrato».

Durante l’intervista Ghali ha poi aggiunto qualche rivelazione sul suo futuro prossimo: dal nuovo album previsto per il 2019, un film di cui sarà sceneggiatore e regista fino a raccontare di un progetto decisamente ambizioso, «In Italia sono io quello che farà la nuova Imagine. Un brano che unirà tutti. E poi un pezzo esploderà nel mondo arabo e uno nell’America Latina. Voglio suonare in Tunisia e al Coachella Festival».

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