Ghali dopo la cerimonia olimpica: «Non ho sentito pace né armonia» | Rolling Stone Italia
«Ci sono cose da non fare mai»

Ghali dopo la cerimonia olimpica: «Non ho sentito pace né armonia»

Dopo le polemiche per la regia durante l'evento, il cantante ha risposto con un messaggio sui social

Ghali dopo la cerimonia olimpica: «Non ho sentito pace né armonia»

Ghali

Foto: Goigest

Il giorno dopo la sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, Ghali ha pubblicato un post sui social in cui esprime la sua delusione per quanto accaduto venerdì sera a San Siro.

«Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi», ha scritto sui social il cantante, che durante la cerimonia aveva recitato Promemoria di Gianni Rodari. Ghali ha anche ringraziato i suoi sostenitori: «Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse». Il post si chiude con una citazione della stessa poesia di Rodari recitata alla cerimonia: «Ci sono cose da non fare mai».

Le polemiche sono iniziate dopo la performance di venerdì sera, quando Ghali non è stato mai inquadrato in primo piano e il suo nome non è stato nemmeno pronunciato dai commentatori, con la sua presenza presentata genericamente come «il momento in cui si parla di spirito olimpico e di pace».

La poesia è stata recitata in italiano e tradotta in inglese e francese, ma non in arabo come avrebbe voluto il cantante, che giovedì aveva pubblicato una lettera aperta in cui rivelava: «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace, so che poteva contenere più di una lingua, so che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo».

La partecipazione del cantante aveva scatenato polemiche anche nei giorni precedenti, con esponenti della Lega che lo avevano definito «un odiatore di Israele» e il ministro Abodi che aveva assicurato che sul palco «non sarà espresso il pensiero di Ghali». Il cantante, infatti, è diventato un simbolo della causa palestinese in Italia dopo aver parlato di genocidio e presentato la canzone Casa mia a Sanremo 2024

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