La rivoluzione è rinviata a data da destinarsi. O forse è già in corso e veste Gucci. Nel giorno del giudizio, ovvero l’esibizione a San Siro nell’ambito della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, Ghali ha pubblicato un nuovo pezzo intitolato Basta avulso apparentemente dalle polemiche che da settimane lo riguardano. Com’è noto, Ghali è il cantante italiano che si è più esposto per la causa dei palestinesi, diventandone una sorta di simbolo musicale anche grazie alla canzone presentata a Sanremo 2024 Casa mia e al fatto di essere stato tra i primi a parlare di genocidio.
È rimasto spiazzato chi si aspettava una dichiarazione combattiva, una canzone esplicitamente politica, una presa di posizione forte amplificata dal contesto delle Olimpiadi. Nell’arco di un minuto e 59 secondi di durata, Ghali riprende uno dei tre inediti presentati nel tour Gran Teatro dove era accompagnato dalla scritta “Finora ho soffocato le mie radici, ora basta!” (le tre canzoni dovrebbero far parte di un album che dovrebbe uscire nel corso del 2026).
“Basta, basta, free tutti i maranza”, canta Ghali nell’attacco-slogan. Al posto di far leva sul clamore creato dalla partecipazione alla cerimonia per far passare almeno fuori da quel contesto istituzionale un messaggio politico, Ghali ha sfruttato l’occasione come leva di marketing per lanciare un singolo in cui, al di là dello slogan “free tutti i maranza”, canta di ricchezza (“Gucci come un arabo ricco”), forza (“sono da solo, ma sembro un esercito”) e indipendenza (“non mi sono mai piaciute le regole”).
Con un testo che a tratti sfiora il nonsense e una base rap arabeggiante, Basta è un pezzo sulle radici e il riscatto. Non dice Free Palestine, ma rivendica e anzi ostenta un’identità che molti vorrebbero negare.
Non si sa ancora quello che succederà questa sera, quando Ghali apparirà allo stadio in una cerimonia che inizierà alle 20 e che prevede, tra le altre cose, esibizioni di Mariah Carey (che dovrebbe interpretare anche Nel blu dipinto di blu), Laura Pausini, Andrea Bocelli. Si esibiranno anche Cecilia Bartoli e Lang Lang. Lo si vedrà in diretta dalle 19.50 su Rai 1, RaiNews.it, RaiPlay, Eurosport. La parte principale sarà a San Siro, la sfilata degli atleti si svolgerà a Livigno, ci saranno collegamenti anche nelle altri sedi di questi Giochi “diffusi”.
Esponenti della Lega hanno trovato «incredibile» che alla cerimonia di apertura ci sia Ghali, ovvero «un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari», Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani del governo Meloni, ha assicurato che sul palco «non sarà espresso il pensiero di Ghali», i componenti PD e M5S della Commissione cultura della Camera hanno parlato di censura preventiva.
In tutto questo gran teatro ieri Ghali ha pubblicato una sorta di lettera aperta in versi indirizzata «a tutti» in cui lascia intendere che non potrà esprimere il suo pensiero a San Siro, ma che «anche un mio silenzio fa rumore». Fa capire che anche se non farà grandi gesti, la sua presenza è comunque significativa, pur sapendo che verrà sfruttata per dare l’idea di uno spettacolo inclusivo. «So che non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia», scrive (stasera se ne occuperà Pausini). «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace, so che poteva contenere più di una lingua, so che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo».
A questo link la versione integrale della lettera, qui sotto Basta a settembre 2025, alla Fiera di Rho. A San Siro porterà questa canzone e una performance simile?












