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Fulminacci canta la sua opinione cosicché si diffonda

È un po' come se nel '97 Jovanotti e Silvestri avessero fatto un figlio che ora soffre d'insonnia e scrive canzoni. "Borghese in borghese" è la prima in assoluto

Fulminacci esiste da vent’anni ma non è nessuno, suona da dieci, fuma da tre, ha sonno da giorni e non ricorda se ha messo il sale nel sugo.

Borghese in borghese è il suo manifesto, la prima canzone mai pubblicata e che abbiamo il piacere di pubblicare qui in esclusiva con un video (diretto da Antonio Sarubbi) a distanza estremamente ravvicinata dal soggetto inquadrato. Ma tipo che si vedono le occhiaie viola di chi non dorme da settimane, forse mesi, nonostante la giovane età (è del 1997 il giovine).

«Pochi accordi e troppe parole nel disperato tentativo di disegnare la mia faccia» dice Fulminacci, che ha attinto molto da Jovanotti nelle strofe e da Silvestri nei ritornelli. «Borghese in borghese è la mia prima canzone ma ne ho tante altre le cassetto. Non mi hanno mai fatto giocare a pallone e non ho mai imparato. Non sopporto i mezzi di trasporto, mi lamento con chi si lamenta e quindi anche con me. Non capisco se la borghesia sia viva o morta e mi va bene così. Questa canzone è il mio elogio alla mediocrità.»

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