Franz Di Cioccio: «Non ho mai detto che i Genesis devono ringraziare la PFM» | Rolling Stone Italia
Precisazioni

Franz Di Cioccio: «Non ho mai detto che i Genesis devono ringraziare la PFM»

In quanto ai Led Zeppelin, «mi arrivò una telefonata chiedendomi se ero disposto a fare un provino per loro. Ne fui lusingato, Bonzo è sempre stato un punto di riferimento. Ringraziai ma declinai l’invito»

Franz Di Cioccio: «Non ho mai detto che i Genesis devono ringraziare la PFM»

Franz Di Cioccio

Foto: Orazio Truglio/Parole & Dintorni

«Facciamo un po’ di chiarezza. Nessuno ha mai dichiarato che i Genesis devono dire grazie a PFM per quello che sono». Inizia così il post che Franz Di Cioccio ha pubblicato dopo l’uscita di un’intervista concessa al Corriere della Sera per i suoi 80 anni titolata “Franz Di Cioccio: «Phil Collins dice che senza la PFM non ci sarebbero stati i Genesis. Ho sei cani e sette gatti»”.

«Phil Collins dichiarò che grazie a PFM, e io aggiungo grazie anche a tutta la scena prog italiana dell’epoca, i Genesis hanno dato inizio al successo sperato», scrive il batterista su Facebook. «La band era già attiva da tempo, ma nella loro terra non avevano ancora un grande seguito. Quando arrivarono in Italia la prima volta, mi pare in Veneto, ebbero un pubblico minimo, ma ben presto, grazie all’area fertile del prog italiano, arrivarono giustamente ad un pubblico di 4000-5000 persone. Il resto è storia».

«I Genesis sono una band artisticamente alta, non avevano bisogno di nessuno per dimostrare la loro bravura su un palco. Collins con quella dichiarazione ha ringraziato PFM perché in Italia avevano trovato un pubblico già preparato».

Gira da tempo, ed è stata rilanciata dalla Stampa pochi giorni fa, una storia sul fatto che Di Cioccio avrebbe potuto sostituire John Bonham nei Led Zeppelin dopo la morte del batterista che nel 1980 ha segnato la fine della band inglese.

«Per quanto riguarda i Led Zeppelin, la storia è una sola. Mi arrivò una telefonata chiedendomi se ero disposto a fare un provino per i Led Zeppelin. Ne fui lusingato anche perché Bonzo per me è sempre stato un punto di riferimento. Ringraziai ma declinai subito l’invito. Non incontrai mai la band. Sinceramente, non avrei mai lasciato PFM, neppure per un grande gruppo come i Led Zeppelin. Spero che non ci siano più interpretazioni non corrette. Grazie per l’attenzione e buona serata».