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Francesco Sàrcina presenta la “Femmina” che è in lui

Appena uscito il nuovo lavoro del cantante delle Vibrazioni che racconta di aver scoperto da poco un nuovo lato di se stesso: «Ho scritto tante cose che potevano sembrare romantiche ma prima non lo ero davvero, ora sì».

Francesco Sarcina, foto Giovanni Gastel

Francesco Sarcina, foto Giovanni Gastel

L’ho intitolato Femmina in omaggio alla femminilità che è nell’arte stessa, alla sensibilità, a Madre Natura. Penso di aver scoperto un mio lato femminile, accogliente, che noi uomini abbiamo e dobbiamo scoprire per essere ancora più uomini. Femmina perché la donna dà calore e amore, dà dipendenza immediata, è la vita che genera vita, ma che può anche fulminarti» .

Ha effettivamente l’aria un po’ fulminata, Francesco Sarcina, mentre presenta – in ciabatte – il suo disco a casa sua, a Pieve Emanuele, pochi km a sud di Milano, in un contesto così rilassato che subito dopo la chiacchierata partirà la grigliata per i giornalisti (presentatisi, inevitabilmente, in quantità nutrita – se ci si passa il termine). Poche domande di natura prettamente musicale, nessun accenno al passato, evocato solo nebulosamente come “periodo di inquietudini”. Mentre quest’album, rimarca più volte il cantante, corona una fase di quiete e serenità, anche familiare. La futura moglie, Clizia, è al settimo mese di attesa, e in arrivo c’è proprio una femmina.

«Ma questo, quando ho pensato il disco, non lo sapevo. L’album è nato in tempi ristretti, lo ammetto, dopo Sanremo 2014 è arrivato Amici, e mi sono ritrovato a metter giù dei pezzi in camerino, nei tempi morti. Ci sono ballad alla Sarcina come Miele, ma anche pezzi attualizzati come Ossigeno – scritta da Kevin Kadish, autore per Miley Cyrus e Maghan Trainor – che non rispecchiano l’idea che l’immaginario collettivo può avere di un pezzo di Sarcina. In alcuni brani, sono puro interprete. Un po’ per la mancanza di tempo di cui parlavo, ma un po’ anche perché alla fine mi sembra bello e semplice cantare cose di altri, pezzi che avrei voluto scrivere io».

Nell’album è forte la presenza di Ermal Meta (già autore per Lorenzo Fragola, Annalisa, Chiara Galiazzo, Marco Mengoni) che oltre a essere uno dei produttori, firma alcuni pezzi. Nella band che accompagnerà Sarcina in tour invece, da segnalare Alessandro Deidda de Le Vibrazioni, che suonava con Sarcina quando i due avevano 15 anni.

L’album comunque si presenta come un disco estremamente romantico. «Io mi sono sempre convinto di esser romantico, forse a questo giro lo sono davvero. Ho scritto tante cose che potevano sembrare romantiche, e lo erano, ma per assurdo nella vita privata io non lo ero. Forse volevo esserlo, ci speravo. Ora è così. Ho scoperto l’arte di abbandonarsi. L’ho imparata osservando i ballerini, la loro disponibilità a lasciarsi cadere sapendo che qualcuno è pronto ad accoglierti. Penso sia quello che è necessario per amare: imparare a farsi amare, senza trattenersi, fidandosi ciecamente. Io non l’ho mai saputo fare, non mi sono mai fidato ciecamente, anzi, ormai pensavo di essermi definitivamente indurito, invece ho scoperto di no, e per questo devo ringraziare Clizia».