Francesco Lettieri racconta i personaggi nei video di Calcutta

È appena uscito il nuovo video firmato dal regista preferito da Bomba Dischi e Liberato, l'ennesima storia piena di personaggi incredibili.

L’ultimo video di Calcutta, Paracetamolo, in meno di 24 ha già macinato quasi 150mila visualizzazioni. C’è sempre tanto hype attorno alle cose di Edoardo, specie se si prende la briga di colmare il vuoto che il nuovo album degli Arctic Monkeys non è riuscito a colmare dopo AM. Ma una parte del merito va anche a Francesco Lettieri e ai personaggi eccentrici dei suoi video. Protagonisti strambi, lontanissimi dal narcisismo occidentale da videoclip musicale, che con la loro vena ironica e a volte un po’ sfigata finiscono per farti affezionare.

È successo con il bimbo paffuto di Che Cosa Mi Manchi A Fare e succede uguale con Angelo, il cantante che in Paracetamolo si prende una cotta per la classica barista del bar di quartiere.

Con la scusa dell’ultima clip tratta da Evergreen, l’album che uscirà il 25 maggio, ho raggiunto il regista napoletano al telefono per parlare dei personaggi nei video di Calcutta.

Per prima cosa, hai carta bianca per scegliere i personaggi?
Certo, anche se all’inizio butto sempre giù le idee principali con i ragazzi di Bomba Dischi e con Edoardo [Calcutta, ndr]. Mi lasciano grande libertà, soprattutto nel caso di Paracetamolo. Seguiamo tutto noi cazzimmabrothers, dal casting alle location. Il protagonista del video, Angelo, l’abbiamo trovato mettendo degli annunci su dei gruppi online. Il primo ruolo che gli avevo fatto fare era nel video di Noyz.

Ah, ma è uno dei becchini nel video di Sinnò Me Moro? Ecco dove l’avevo già visto!
Esatto, proprio lui. Ci è sembrato un personaggio degno di un ruolo da protagonista, non solo comparsa. Con Paracetamolo volevo raccontare una storia itudine, quella di un uomo che è innamorato in maniera innocente dell’unica ragazza che vede quotidianamente. È un amore puro il suo. E poi c’è tutta la parte del sogno, del suo viaggio onirico insieme a lei.

Molti video di Calcutta sono decisamente ironici, altri proprio no. In base a cosa scegliete?
Sono cose che vengono da sole, e in questo caso la scelta ha sempre a che fare con il tono della canzone. Alcune si prestano bene a un video in chiave ironica, altre sono più profonde e non lasciano questa possibilità. Per esempio, il bambino paffuto di Cosa Mi Manchi A Fare va bene per il brano, perché è molto più leggero e pop rispetto a un Pesto o un Orgasmo. Nel caso specifico di Paracetamolo siamo al limite, nel senso che abbiamo giocato sul confine fra il registro ironico e quello malinconico, che è un po’ alla base di tutti i video di Calcutta. In ogni caso è importante rendersi conto della grande tenerezza che c’è nel video. Angelo interpreta un personaggio solo ma non un personaggio triste. Al primo sguardo ti comunica quella sensazione.

Verissimo.
In più, nei video di Calcutta c’è sempre questa italianità molto accentuata, questo mood italico che emerge chiaramente. Come quando Angelo canta fra i vecchietti che giocano a carte al bar.

Ma in generale questo mood è proprio dei tuoi video.
Sì, è vero. Anche nel video di Completamente dei Thegiornalisti si sente monto questo sapore italiano. Anziché imitare i moodboard dei video americani mi piace molto risaltare il passato di un’Italia che non c’è più. Abbiamo una tradizione di costumisti, direttori della fotografia, architetti che sarebbe un peccato dimenticare.

Però molto spesso funzionano anche dei personaggi più comuni e “normali” nei video di Calcutta, no? Tipo Orgasmo.
In quel caso specifico è stato Edoardo a insistere sulla normalità. Avevamo scritto vari soggetti sopra le righe, magari più ironici, ma lui ha voluto una storia di due persone normali. Con tutte le difficoltà del caso, perché la normalità per definizione è noiosa. La soluzione che ho trovato è stata raccontare una situazione più intima, basata su una mia storia d’amore passata. Ovviamente è un po’ distorta e romanzata, ma la storia è quella.

E quando il protagonista del video è lo stesso Edoardo?
È successo in Del Verde e in Frosinone, che è penso l’unico video di Calcutta a non essere diretto da me. Edoardo comunque non ha mai avuto grande interesse ad apparire in video, cosa che mi ha giocato sempre a favore. Senza l’impiccio del playback posso fare video molto più narrativi, offrendo personaggi di ogni tipo al posto del cantante. Eppure, l’unica volta che ho fatto un video con lui, è venuto fuori uno dei video più conosciuti di Calcutta. Un video a cui sono particolarmente affezionato.

E poi, se proprio dobbiamo trovare un elemento tipicamente letteriano, è pieno di questi zoom analogici che fanno molto retrò.
Sì, lo zoom è uno dei linguaggi che contraddistingue di più il mio lavoro e quello di Gianluca Palma, il direttore della fotografia. Nel panorama dei video italiani, così come nel cinema, è un movimento che non viene usato quasi più, forse perché superato e anche un po’ odiato. Noi invece l’abbiamo recuperato, noleggiando apposta zoom analogici degli anni Settanta. Danno una pasta particolare che poi dà una sensazione precisa, quella dell’Italia che non c’è più, come ti dicevo.

È stato più facile lavorare con Edoardo o col bambino paffuto di Cosa Mi Manchi A Fare?
Ho lavorato con tanti professionisti e con tanti non professionisti. Ho trovato interessanti entrambi i casi, perché un Luca Marinelli o un De Filippis mi hanno insegnato cose che un non professionista non potrebbe mai darmi. Al contrario, il non professionista è privo delle costruzioni impostate da anni di studio, è senza costruzioni automatiche. Quindi ha quella purezza che viene dalla non esperienza. poi ci sono le vide di mezzo come Silvia, la protagonista di Oroscopo, che è una dell’ambiente video ma non è un’attrice.

Com’è nato il video di Oroscopo?
L’idea era più una suggestione, di quando sei da solo, triste e guardando le foto della tua ex ritrovi un video girato con lei un anno prima. Un video fatto col telefonino che ti ricorda di quando eravate innamorati. Nella storia dentro al video di Oroscopo c’è l’inizio di una storia d’amore ma anche le basi che poi porteranno alla fine. Si intravedono in alcuni momenti.

Quanti video farai per questo nuovo album, Evergreen?
Guarda, coi ragazzi di Bomba Dischi eravamo d’accordo su questi primi tre video, di cui Paracetamolo è l’ultimo. Dopodiché si vedrà, non ne ho proprio idea. Mi trovo bene a lavorare con loro e con Edoardo, dopo anni sento che c’è quella cosa in più che riesco a fare grazie alle sue canzoni. Preferisco girare un video di Edoardo perché sento più miei i suoi pezzi, cosa che non capita per tutti gli artisti con cui collaboro. Quest’ultimo video, su una canzone di qualcun altro, non so se sarebbe andato bene. Appena Edoardo mi chiama, io rispondo.