Rolling Stone Italia

Fra Rkomi e Liam Gallagher ci sono più analogie che differenze

Il ragazzo prodigio di “Oh Mama” sta finalmente raccogliendo l’attenzione che merita, ma non chiamatelo rapper. Lo abbiamo intervistato grazie a un'iniziativa di Diadora.
Foto di Vincenzo Shioppa

Foto di Vincenzo Shioppa

Diadora ha selezionato sette giovani artisti per interpretare il suo stile, Rkomi è proprio uno di questi. «Aspettavo quel momento da parecchio tempo», racconta Rkomi giochicchiando con i lacci delle Diadora che porta ai piedi. «È uno dei miei artisti preferiti». Il giovane rapper milanese si riferisce a Liam Gallagher, che lo scorso febbraio si è esibito al Fabrique di Milano. Un’accoppiata bella strana quella di Mirko e Liam, che però a pensarci bene trova più analogie che differenze. Fanno parte di due generi musicali ben distinti e vengono da due mondi diametralmente opposti, ma tutti e due ricoprono lo scomodo ruolo dell’outsider nel proprio universo.

Due cani sciolti, che non frenano la lingua davanti a nessuno (a Liam la cosa è spesso costata guai) e che, più che seguire gli altri, sono seguiti. Il coronamento di questa storia d’amore tanto platonica quanto artistica è stato forse quando Mirko ha dedicato all’ex Oasis la sua Liam Gallagher. Perché, per quanto arrivi dal rap e da un dominio completamente diverso da quello di un artista con la chitarra in braccio, Mirko si sta già facendo un nome anche nell’ambiente dell’indie e affini. «Sento già di far parte di quel mondo, perché i colossi del rap sono i primi ad accorgersi del mio modo atipico di esprimermi. Questo succede sia sul palco che in studio». Non c’è niente di più gratificante per lui del riconoscimento dei suoi sforzi artistici e personali e soprattutto del coraggio di distaccarsi dalla scena trap e tentare qualcosa di nuovo, originale.

I pubblici sotto al palco saranno anche diversi di volta in volta, ma di buono c’è l’eventualità che un hipster e uno zarro possano fare amicizia. Nell’ultima intervista che ci aveva concesso, il rapper ci ha confidato di essere ancora troppo Mirko e troppo poco Rkomi. Ora, qualche mese dopo, le risposte che sta cercando non sono ancora arrivate, ma forse è meglio così. «Non sto più lavorando a questa cosa: non sarò mai Rkomi a tutti gli effetti. Così come non sarò mai del tutto Mirko. Prima o poi spero possa arrivare un momento in cui riuscirò a risolvere il mio puzzle. Vorrei trovare una dimensione che riappacifichi le due facce della medaglia».

E noi siamo sicuri che sia sulla strada giusta. In fondo, se ce l’ha fatta Liam, ce la può fare anche Rkomi.

Iscriviti