Dopo i teaser, l’ufficialità: il nuovo album dei Fontaines D.C. Dopamine Chamber uscirà il 16 ottobre. È uscito oggi il primo singolo. Si intitola Marianne ed è ispirato in parte alle serie Ripley.
Dopamine Chamber è prodotto da James Ford e arriva due anni dopo Romance (qui la nostra intervista). Secondo un comunicato stampa, il disco «mostra il suono di una band che si allontana decisamente dalle sonorità dei primi album, passando a suoni più freddi, strani e sintetici». È stato registrato tra l’Inghilterra e Palermo, dove il cantante Grian Chatten ha registrato le voci in una cabina improvvisata costruita con materassi e cuscini. «C’è la struggente sensazione di trovarsi sull’orlo di un’altra forma di umanità, o di non-umanità».
L’album, dice Chatten, «nella sua essenza rappresenta una stanza della dopamina. Ci entri e noi testiamo questi brani che alterano la mente o l’umore. Penso che Romance fosse al 60% umano e al 40% corrotto dall’automazione e da una perdita del sentimento», dice il cantante che per scrivere i testi ha passato parecchio tempo tra Venezia, Vienna e la Sicilia. «Questo album è un po’ più corrotto, diciamo al 60%: la maschera aderisce un po’ di più al volto. Ho pensato che sarebbe stato più potente lasciare fuori la speranza e riflettere onestamente la bruttezza. Questo disco doveva suonare come l’avvertimento di una catastrofe».
«I nostri album hanno sempre messo in discussione il concetto di appartenenza a un luogo», dice il bassista Conor Deegan. «All’inizio abbiamo raccontato Dublino, poi l’allontanamento da Dublino e infine il tentativo di trovare il romanticismo altrove. Mentre in questo album la domanda è diventata: dove si fugge? Forse dentro se stessi, oppure nell’edonismo, nella fantasia, nella perfezione estetica, nell’eterna giovinezza o nel refresh infinito di uno schermo».
L’obiettivo, dice il chitarrista Conor Curley, era di allontanarsi dai punti di riferimento della band: «Ero alla ricerca di qualcosa che puntasse al futuro».
















