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Flashback: gli Who suonano “Won’t Get Fooled Again” nella reunion al Live Aid 1985

Pete Townshend, che sulle prime non voleva fare il concerto, si convinse quando Bob Geldof gli disse: "Ogni sterlina che faremo salverà una vita. Fai due cazzo di conti e fai quel cazzo di concerto."

Fra meno di un mese, gli Who partiranno con il tour Moving On! alla Van Andel Arena di Grand Rapids, Michigan, e ogni sera verranno accompagnati da una orchestra locale.

Per qualcuno, questo suonerà come una sorpresa, dato che già il loro Who Hits 50 tour doveva essere secondo la band “l’inizio di un lungo addio”, senza mai specificare quanto sarebbe durato questo addio. E poi, perché mai Pete Townshend e Roger Daltrey non dovrebbero andare in tour finché le forze non glielo concedono?

«Siamo vecchi ora» ha detto Daltrey a Rolling Stone nei primi mesi di quest’anno. «Abbiamo perso la forma, abbiamo perso lo stile. Quello che rimane è la musica e lo presenteremo nel modo più nuovo e potente possibile.»

Gli Who hanno praticamente inventato il tour d’addio nel 1982, quando girarono il mondo per promuovere It’s Hard e dissero che quello era l’ultimo urrà. Ma poi tre anni dopo acconsentirono a riunirsi al Live Aid insieme a Led Zeppelin, Black Sabbath e CSNY. Inizialmente, Townshend era riluttante all’idea di suonare all’evento. Nel suo libro autobiografico Who I Am Pete ricorda la reazione dell’organizzatore del live, Bob Geldof, quando venne a sapere della sua incertezza. “Se gli Who saliranno su quel palco sappiamo che guadagneremo un altro milione di sterline” ricorda il musicista le parole di Geldof. “Ogni sterlina che faremo salverà una vita. Fai due cazzo di conti e fai quel cazzo di concerto.”

Così accettò di esibirsi, ma la band non passò troppo tempo a provare lo spettacolo. E quando salirono sul palco in prima serata al Wembley Stadium, appena dopo David Bowie e i Queen nel loro storico live, gli Who si resero conto di non essere affatto preparati. A peggiorare le cose, il segnale satellitare sparì all’inizio del loro set, proprio su My Generation, e non sarebbe ritornato fino all’inizio della seconda traccia in scaletta, Pinball Wizard. Ciliegina sulla torta, il basso di John Entwistle faceva le bizze durante il set e continuava a saltare.

Si ripresero un pochino con Won’t Get Fooled Again, che potete vedere qui sopra. È stato il momento più alto del loro breve set, ma sul pezzo strumentale si persero comunque per strada, senza poi mai recuperare. “Gli Who erano fuori allenamento” scrive Townshend nel libero. “E forse avrebbero fatto bene a lasciare spazio ai Queen o a George Michael, che hanno conquistato lo show.”

Tre anni dopo, si riunirono di nuovo alla Royal Albert Hall per i British Photographic Industry Awards e l’anno ancora dopo per un tour intensivo negli stadi. La loro unica attività dal vivo negli anni Novanta fu un tour per Quadrophenia fra il 1996 e il ’97, ma nel 2000 tornarono on the road, dove ci sono rimasti da allora, nonostante la morte di Entwistle pochi giorni prima che iniziasse il tour del 2002. C’è una possibilità che il loro imminente tour sinfonico possa essere l’ultimo, ma molto probabilmente ne farebbero un altro poco dopo. D’altronde, se sono sopravvissuti al set del Live Aid, possono sopravvivere a tutto.

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