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Il nuovo pop fa festa. Tutta l’energia del Festival Moderno

Un festival che più Moderno non si può. Con una line up, da Grimes a Blood Orange, che sfugge le etichette. Come il suo coloratissimo pubblico
Mykki Blanco al Festival Moderno il 7 luglio 2016 al Circolo Magnolia di Milano - Foto di Ikka Mirabelli

Mykki Blanco al Festival Moderno il 7 luglio 2016 al Circolo Magnolia di Milano - Foto di Ikka Mirabelli

Un limone, simbolo di questo festival all-in-a-day, che significa estate, baci con la lingua, freschezza e presobenismo giallo energizzante. Un nome, Moderno, che è difficile da spiegare per chi non c’è stato e se l’è trovata intorno, addosso, la modernità.

Metti un parco vicino a Milano, non vicinissimo, raggiungibile solo da chi ha un po’ di sana fotta per la musica e quello che gli succede intorno. Metti una line up – tirata su alla grande da Sergio Ricciardone di Club to Club insieme a Radar Concerti – del nuovo pop più intelligente, bastardo (cioè figlio di nessuno, al massimo delle vaghe stelle del cielo caliente del Magnolia di Milano) e fuori di zucca, nel senso migliore e più punk del termine.

Mettici pure i nostri corpicini e corpaccioni, quelli atletici e fradici per la sgambata Run to Festival Moderno organizzata da Nike+ Run Club (il pop va di corsissima, si sa) e quelli inafferrabili e splendidamente “in divenire” (il gender qui è già roba vecchia) del pubblico sotto palco, tra sexy cosplayer venute a rendere omaggio alla loro musa Grimes e nuovi libertini in bibita. Mescola tutto ed ecco il cocktail Moderno, freakkettone e dissetante, libero e grondante consapevolezza: come il commovente statement di Mykki Blanco, rapper queer che nel suo freestyle post identitario condanna ogni discriminazione di razza e genere. Non fa esempi espliciti, ma siamo nel giorno della notizia dell’assassinio fascista di Emmanuel Chidi Nnamdi a Fermo nelle Marche, e di quella di due uomini neri di pelle freddati da poliziotti bianchi in America (giusto un giorno prima della strage dei cops di Detroit, quasi un mese dopo Orlando): un mondo – questo della rabbia e delle pistolettate – che sembra lontano anni luce dall’entusiasmo della serata. E gli spacciatori di questa felicità vanno cercati anche tra i beat della next big thing inglese Mura Masa, nel k-pop tutto cartoon di Aristophanes e Kero Kero Bonito, e nella super elettronica di LIM e Sofi Tukker. Faceva caldo, è vero, ma ’sta roba ci ha messo addosso talmente tanta energia che saremmo tornati a casa correndo.

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di luglio/agosto.
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