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Fedez rilancia la sua proposta: che i big della musica aiutino i lavoratori dello spettacolo

Come? Devolvendo a un fondo destinato alle maestranze una parte dell'anticipo minimo garantito che hanno già incassato per i concerti rimandati. Risponderanno i grandi artisti, da Vasco Rossi in giù?

Fedez

Foto press

«Io non sono per gli appelli politici, nel senso che ho una visione abbastanza disincantata del mondo e credo che non servano a un cazzo fondamentalmente». Fedez inizia così il suo appello, nelle stories di Instagram, affinché siano i big della musica ad alleviare la sofferenza economica dei lavoratori dello spettacolo, i cosiddetti invisibili che sabato 10 ottobre hanno manifestato a Milano «per chiedere qualche certezza rispetto a un settore che è già duramente colpito e lo sarà ulteriormente nei prossimi mesi».

Fedez rilancia la proposta molto pragmatica e per niente retorica che aveva già avanzato mesi fa e che coinvolge pop star e agenzie: «Gli artisti di un certo calibro che fanno palazzetti hanno nel loro contratto una cosa che viene chiamata anticipo minimo garantito», spiega. «Tutti gli artisti che hanno rimandato il loro tour hanno percepito delle somme di denaro importanti. Io stesso, che devo discutere il mio contratto di booking, metto a disposizione il 100% del mio anticipo. Se tutti gli artisti mettessero una parte del loro anticipo per istituire un fondo porteremmo avanti un po’ meno parole e un po’ più di concretezza».

Nelle stesse stories, Fedez chiama in causa le agenzie di booking «che non hanno rimborsato i biglietti dei tour che sono stati rimandati» e «che i soldini ce li hanno in cassa… Sarebbe bello che partecipassero anche loro, perché mi sto un po’ mordendo la lingua». E dice chiaro e tondo che Heroes, lo spettacolo online per le maestranze che si è tenuto il 6 settembre all’Arena di Verona, non ha raccolto quanto sperato: «L’evento che è stato fatto all’Arena di Verona purtroppo non ha portato i risultati che ci si aspettava, potremmo unire le forze tutti insieme, secondo me è una bella cosa».

Fedez ha poi aggiunto: «A me non me ne frega una beata minchia di mettere il cappello su questa cosa. Ci sono stati grandissimi artisti italiani che hanno portato avanti questa causa e hanno lungamente dibattuto in televisione. Se questi artisti vogliono prendere in mano le redini di questa cosa, a me non interessa prendermi i meriti di nulla. È solo un’idea, io sono qua». Un’idea, aggiunge, che «assume un senso solo nel momento in cui siamo in un po’ di artisti e si raccolgono milioni di euro per aiutare 570 mila dipendenti che lavorano nella concertistica e nel mondo della musica italiana».

I big della musica italiana, da Vasco Rossi in giù, risponderanno all’appello di Fedez?

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