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Fedez: «È ora di alzare il culo per aiutare chi lavora nel mondo dei concerti»

Mentre continua la polemica sull’ultimo DPCM, il cantante si dice «confuso e spaventato», cita Gaber e spiega che questa settimana lavorerà al suo progetto per gli "invisibili"

Fedez in concerto nel 2015

Foto: Elisabetta A. Villa/Redferns via Getty Images

Qualche giorno fa Fedez aveva proposto di destinare ai lavoratori fragili dello spettacolo parte dell’anticipo garantito che gli artisti hanno ricevuto per i concerti rimandati. L’idea, lanciata su Instagram e rivolta agli altri grossi nomi della musica italiana, era di dare un segnale concreto per contribuire a risollevare un settore in grande difficoltà dopo il lockdown e i concerti a capienza ridotta della scorsa estate.

Oggi, a poche ore dall’approvazione del DPCM che blocca totalmente teatri e concerti – che ha scatenato reazioni molto dure da parte di tutto il mondo della musica –, il rapper è tornato su Instagram con un altro appello. «Sento che è arrivato il momento di rimboccarmi le maniche. Fa male vedere tutto questo, e se c’è anche una piccola opportunità di essere d’aiuto voglio fare la mia parte senza stare a guardare», dice.

«Questa settimana sarò meno presente, ma voglio mettere la testa su un progetto che possa aiutare chi lavora nel mondo dei concerti, degli eventi e della musica in maniera concreta ma soprattutto con rapidità». Fedez cita direttamente la proposta di qualche giorno fa, e spiega che nessuno ha accolto il suo appello. «Non ce la farò da solo, avrò bisogno di una mano da chi in questo momento ha strumenti e mezzo. Spero di riuscire a trovare dei buoni compagni di viaggio».

«Sono incazzato, spaventato e confuso ma non voglio fermarmi, non voglio essere spettatore», conclude. «Libertà è partecipazione diceva il maestro Gaber, quindi è ora di alzare il culo e darsi da fare. Non dimentico da dove vengo e per quanto possa contare sappiate che io ci sono».

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