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Fedez dal vivo non è come te lo aspetti | Guarda le foto

Palco al centro del palazzetto, ritmo lento, tanti concetti spiegati. «Non è uno show per 12 enni», ci aveva detto prima di suonare al Forum di Assago. Dovevamo credergli

Fedez in concerto a Milano per il Pop-Hoolista Tour - Foto di Ikka Mirabelli

Fedez in concerto a Milano per il Pop-Hoolista Tour - Foto di Ikka Mirabelli

Fedez dal vivo non è come te lo aspetti. Lo capisci fin da quando entri nel Forum di Assago e invece del solito palco ne trovi uno rotondo, al centro del palazzetto.

Il palco rotondo nella scenografia del Pop-Hoolista Tour, per un concerto a 360°

Il palco rotondo nella scenografia del Pop-Hoolista Tour, per un concerto a 360°

A Fedez piace giocare coi cliché, sbatterteli in faccia per poi ribaltarli. Se tutti partono con introduzioni celebrative, lui parte con i video di quelli che lo hanno insultato (da Salvini a Gasparri). Se gli altri tengono un passo veloce, ai limiti dello stordimento, lui sceglie di andare piano, pianissimo. «È uno show molto statico», ci aveva detto nel pomeriggio, durante il soundcheck. C’era da credergli: Fedez emerge da una botola, carico e concentrato come un pugile, e si parte con la canzone più lenta del suo ultimo disco, il duetto con Elisa (qui, Vivian) Pop-Hoolista.

Fka twigs

Il ritmo, in questo spettacolo, lo danno le definizioni. Per ogni parola-snodo c’è un video animato, in cui la voce di Francesco Pannofino spiega, ad esempio, che cosa sia un populista – dalla Rivoluzione russa a oggi. «Così come nel disco ho messo dei monologhi al posto del classico bridge che lancia il ritornello, così nel concerto ho messo dei video. L’obiettivo è lo stesso: scavare più a fondo», ci aveva raccontato Fedez, che tra il primo e il secondo pezzo attende al buio mentre, in un filmato girato per questo tour, Francesco De Gregori dice la sua sull’incoerenza dell’artista.

Anche il pubblico di Fedez, dal vivo, non è come te l’aspetti. Ci sono i genitori, è ovvio, ci sono le ragazzine, è chiaro, ma anche molti coetanei di Fedez, che di anni ne ha 25. «Ma io non voglio De Gregori, voglio Fedez», urla un bambino dietro di me, in tutta sincerità. E parte subito Generazione Boh.

Questo spettacolo è come Fedez: vive di contraddizioni

«Ma in fondo, Gesù è stato il primo figlio di papà. L’ho detto», ride Fedez, e inizia Cardinal Chic, mentre dall’alto cala un enorme Rolex con una croce sul quadrante. Dopo il clero, tocca a un percorso sull’amore, che Fedez spiega passo passo: l’amore per i soldi (Pensavo fosse amore e invece…, Love cost), l’amore per il web (Voglio averti account), l’amore vero (Olivia Oil, Amore eternit). Fedez spiega cos’è l’eternit.

«Voi non volete credermi, ma questo non è uno show per 12 enni», ci aveva detto, e noi gli avremmo dovuto dare retta anche su questo. Perché i ragazzi che si esaltano per Magnifico sono gli stessi che poco prima hai sentito chiedere ai vicini “chi è quello lì?” quando dall’alto sono calati i cartonati di Emilio Fede, Bruno Vespa e Michele Misseri (per la canzone su Barbara D’Urso, qui iconizzata come una Madonna, uno dei pezzi forti della serata).

Fedez

Fedez vive nelle contraddizioni. Parla dei profughi di Lampedusa e pochi minuti dopo canta travestito da enorme assorbente usato (l’unico scandalo su cui ci si è divisi nell’aftershow, per buona pace del crocifisso e dei Rolex). Si è fatto da solo, ma sul palco si circonda di voci uscite dai talent (Vivian, Noemi, Lorenzo Fragola, Francesca Michielin). Su Voglio averti account chiede al pubblico di seguire la canzone di spalle, facendosi un video selfie («tanto ormai i concerti non si guardano con gli occhi ma con lo smartphone»).

Fedez ha portato sul palco il mondo della cameretta. Fa un medley dei Blink 182 «non perché siano la band migliore del mondo, ma perché hanno segnato la mia vita». Lancia le magliette al pubblico con un fucile sparamagliette (sì, un fucile sparamagliette). Gioca con un cannone sparafumo mentre sul pubblico scende una pioggia di coriandoli. Alla fine del concerto rotola sopra i suoi fan stando dentro a una palla, in stile Flaming Lips.

Per questa serata han pagato 13.069 spettatori, che sommati a quelli di domenica (doppio sold out) fanno 26 mila. Fedez non ha fatto una terza serata «solo perché mi cagavo sotto, a me fare una serata al Forum già sembrava troppo». Farà altre 24 date da qui ad agosto. Dovete credere a Fedez e ai suoi numeri. Perché da mesi rischia di essere come la cassa dritta, che ha sempre ragione.

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