Fedez contro Giorgia Meloni: «A 18 anni diceva che Mussolini ha fatto anche cose buone» | Rolling Stone Italia
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Fedez contro Giorgia Meloni: «A 18 anni diceva che Mussolini ha fatto anche cose buone»

Il rapper ha replicato alle critiche di Fratelli d'Italia, che lo ha chiamato in causa dopo la richiesta di archiviazione dall'accusa di vilipendio per la canzone 'Tu come li chiami': «Se potete accettare senza indignazione le sue dichiarazioni potete accettare che anche io sparavo stronzate; e io non ricoprirò nessun ruolo istituzionale in questo Paese, per fortuna per voi»

Fedez

Foto press

Nei giorni scorsi, la Procura di Palermo ha archiviato un provvedimento nei confronti di Fedez relativo a un verso di Tu come li chiami, un brano del 2010, contenuto nel mixtape BCPT, in cui il rapper cantava: «Carabinieri e militari io li chiamo infami, tutti quei figli di cani».

Parole che hanno scatenato la reazione dell’associazione “Pro territorio e cittadini Onlus”, che ha scelto di denunciare Fedez «per istigazione a delinquere per aver realizzato e diffuso in tempi diversi sulla rete internet» un brano che, secondo l’accusa, «invita pubblicamente i suoi ascoltatori a vilipendere le forze armate della Repubblica italiana chiamandoli infami e definendoli figli di cani».

Dopo avere appreso dell’archiviazione Cinzia Pellegrino, candidata con Fratelli d’Italia nel collegio Lazio, ha parlato di «schiaffo all’arma», spiegando che «La sentenza rappresenterebbe un gravissimo precedente, perché chiunque potrebbe sentirsi autorizzato ad offendere il lavoro delle nostre forze dell’ordine senza temere conseguenze». Il cantante ha deciso così di tornare sulla vicenda e rispondere alle accuse della destra. «L’ho scritta quando avevo 18 anni», ha detto, «oggi [la canzone, ndr] non rispecchia il mio pensiero» e «il tempismo di quest’associazione, con 15 anni di ritardo, è tra le motivazioni per cui è stata chiesta l’assoluzione».

 

Fedez ha proseguito spiegando che, semmai dovessero mai condannarlo, gli uffici pubblici finirebbero per venire intasati dai testi dei rapper «che bene o male dicono le medesime cose, sia qui che oltre oceano»; subito dopo, per difendere la propria posizione, ha chiamato in causa proprio la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, riprendendo un video circolato moltissimo nei scorsi giorni in cui la leader del centrodestra, al tempo 18enne, definiva Mussolini «Un buon politico».

Il filmato in questione è tratto da un servizio andato in onda su France 3 nel 1996 – quando in Italia alle elezioni si scontravano il Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi e l’Ulivo di Romano Prodi – ed è tornato in auge grazie al sito francese Loopsider che, lo scorso 14 agosto, ha dedicato alla leader di Fratelli d’Italia un breve video che ripercorre una parte della sua carriera politica.

«Avevo 18 anni, ora ne ho 33: alla stessa età Giorgia Meloni non diceva cose più intelligenti, nelle trincee del movimento sociale italiano a dire che Mussolini ha fatto anche cose buone», ha detto il rapper, che ha poi concluso: «Se potete accettare senza indignazione le sue dichiarazioni potete accettare che anche io a 18 anni sparavo stronzate e io non ricoprirò nessun ruolo istituzionale in questo Paese, per fortuna per voi».