«Fanculo alla Corte Suprema!», le principali reazioni dal palco di questo weekend | Rolling Stone Italia
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«Fanculo alla Corte Suprema!», le principali reazioni dal palco di questo weekend

Billie Joe Armstrong vuole rinunciare alla cittadinanza americana mentre Olivia Rodrigo e Lily Allen alzano il dito medio contro la Corte Suprema americana. Guarda le proteste del mondo della musica contro la sentenza sull'aborto

Lily Allen fa il dito medio alla Corte Suprema americana a Glastonbury

Foto: Joseph Okpako/WireImage/GettyImages

Come vi abbiamo raccontato, in questi giorni il mondo della musica si è fatto sentire contro la decisione della Corte Suprema americana di abolire il diritto all’aborto. Nell’arco del weekend sono state in molte e in molti a utilizzare le proprie piattaforme social per esprimere il proprio dissenso. Un dissenso che però, nell’arco del weekend, si è poi spostato sopra ai palchi dove i principali artisti della scena internazionale hanno approfittato dell’occasione per rincarare la dose e urlare un sonoro vaffanculo alla Corte Suprema.

«Fanculo America, rinuncio alla mia cazzo di cittadinanza e vengo qui», ha urlato Billie Joe Armstrong durante la data dei Green Day al London Stadium, aggiungendo «Non pensate che io stia scherzando». Appena prima di eseguire American Idiot ha infine rincarato la dose senza mezzi termini «fanculo la Corte Suprema».



Billie Eilish è stata forse la prima a parlare apertamente dal palco della decisione della Corte Suprema, definendo quel momento (venerdì, il giorno del suo show e della sentenza): «un giorno molto scuro per tutte le donne negli Stati Uniti).



Il momento più toccante è forse stato lo show di Kendrick Lamar, headliner di domenica. Il rapper americano – vestito con corona di spine e con del sangue colato sul viso e sulla camicia bianca – ha chiuso il suo set ripetendo, in un’escalation di volume, «buona fortuna per i diritti delle donne» per poi lasciare di colpo il palco, in un silenzio pensatissimo.



Olivia Rodrigo ha invece portato sul palco un’icona della sua adolescenza, Lily Allen, con la quale ha duettato sul singolo della Allen stessa, Fuck You, presentandolo come risposta alla sentenza e non tirandosi indietro nel citare, nome per nome, i giudici della Corte Suprema. «Vi odiamo», ha aggiunto la Rodrigo.


Megan Thee Stallion si è prima detta imbarazzata per il suo stato, il Texas, per poi invitare tutto il suo pubblico di Glastonbury ad unirsi al coro «My body, my motherfucker choice».



«Chi vuole mandare a fanculo la Corte Suprema?», ha urlato Phoebe Bridgers durante la sua performance a Glastonbury. Aggiungendo: «Fanculo a sta merda, fanculo America, come se sti inutili stronzi potessero dirci cosa fare con i nostri corpi».



Al coro «fuck the Supreme Court» si è unita anche Lorde, che sull’outro Secrets from a Girl (Who’s Seen it All) si è lanciata in un monologo sull’aborto, concludendo con: «Vi chiedo oggi di esercitare la vostra saggezza perché tutto dipende da quello».



Joe Talbot degli Idles invece ha dedicato il brano Mother a «tutte le madri e le donne e al loro diritto di scegliere se essere madri o no».