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Eurovision, dopo le polemiche Israele cambia il testo della canzone

Il testo originale di 'October rain' fa riferimento alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre con frasi come: «Non c’è più aria per respirare / Non c’è posto per me» e «Erano tutti bravi bambini, ciascuno di loro». Ma sono in molti a chiedere l'esclusione di Israele dal concorso, con petizioni e raccolte firme

La cantante Eden Golan

Manca ancora qualche mese all’Eurovision ma le polemiche non sono tardate ad arrivare. In particolare, Israele ha cambiato il testo della sua canzone October rain dopo che l’Unione europea di radiodiffusione (EBU) aveva lasciato intendere che la canzone non sarebbe stata in linea con il concorso a seguito del testo troppo politico.

Il testo originale infatti fa riferimento alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre al sud di Israele, con frasi come: «Non c’è più aria per respirare / Non c’è posto per me» e «Erano tutti bravi bambini, ciascuno di loro».
E ora, l’ente israeliano per le trasmissioni Kan ha annunciato che invierà al giudizio dell’Ebu (European Broadcasting Union) un’altra canzone, intitolata Hurricane. La melodia – ha fatto sapere Kan – è la stessa, ma il testo è stato cambiato.

In un comunicato Kan ha precisato di «non condividere a tutt’oggi la posizione dell’Ebu, che ha annullato due nostre canzoni (October Rain e Dance Forever) sostenendo che avevano un carattere politico», riporta l’ANSA. «Tuttavia abbiamo deciso di accogliere il consiglio giunto dal capo dello Stato Herzog, di fare gli aggiustamenti necessari per consentire ad Israele di essere presente sul palco dell’Eurovision».

Ma sono diversi i musicisti che hanno chiesto la sospensione di Israele dal contest. A dicembre, l’Associazione islandese dei compositori e dei parolieri ha pubblicato una dichiarazione in cui affermava che l’azione militare di Israele a Gaza rendeva la sua partecipazione incompatibile con un evento “caratterizzato da gioia e ottimismo”.
Una petizione che chiede l’espulsione di Israele ha raccolto decine di migliaia di firme. Se Israele dovesse esibirsi, l’Islanda potrebbe ritirarsi.

In Finlandia, una petizione firmata da oltre 1.400 professionisti dell’industria musicale ha accusato la loro emittente nazionale Yle di avere doppi standard, affermando che è stata tra le prime a chiedere il divieto della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. «Ci aspettiamo la stessa attiva difesa dei valori anche ora», hanno detto.

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