Estathé Market Sound: il festival più lungo della storia sta per concludersi | Rolling Stone Italia
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Estathé Market Sound: il festival più lungo della storia sta per concludersi

I milanesi Punk for Business si sono ispirati ai Clash per creare da zero il mega evento “gastromusicale” che ha fatto ballare l’estate dei Mercati Generali

D’Angelo & The Vanguard in concerto all’Estathé Market Sound

D’Angelo & The Vanguard in concerto all’Estathé Market Sound

Per convincere Marco Balich – uno dei più importanti produttori di eventi al mondo, tra cui la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro e il padiglione Italia all’Expo – a scegliere la loro agenzia come partner per gli eventi musicali, i Punk for Business si sono ispirati a una delle citazioni più famose di Joe Strummer dei Clash. Specializzati in brand entertainment events, quest’anno sono riusciti a realizzare il festival più lungo della storia (magari qualcuno ne conosce uno che è durato di più in Papua Nuova Guinea): l’Estathé Market Sound, nell’area dei Mercati Generali di Milano.

Gogol Bordello - Foto di Robert Shami

Sei-mesi-sei di cartellone decisamente vario, dal 30 aprile al 31 ottobre, e 400mila presenze.
 I fondatori di Punk for Business  sono tre: Tomaso Cavanna, Simona Muti e Massimo Babini. Tutti ex-qualcosa di importante: Tomaso ex Universal Sony Trident, Simona ex Mtv, e Massimo ex Radio Deejay. Sono insieme dal 2012. Li incontriamo nella loro sede, al piano interrato della super-operativa e affollata Balich Worldwide Shows, nel quartiere milanese di Brera. Lì notiamo la targa incorniciata con lo stesso carattere del manifesto dei Clash, in cui il gruppo si definiva “antifascista, contro la violenza, antirazzista e contro l’ignoranza”.

«Balich ci aveva proposto di partecipare alla gara per diventare partner», racconta Tomaso Cavanna, «e noi abbiamo pensato che, invece di realizzare mille presentazioni in PowerPoint, preferivamo prendere proprio quella frase famosa, e declinarla sulla nostra esperienza: “Noi siamo visionari, anti-snob. Abbiamo idee pazze e risultati concreti”. E così via. Lo abbiamo convinto subito».

Gogol Bordello - Foto di Robert Shami

Una prima idea pazza era quella di riuscire a unire eventi musicali al cibo: ecco quindi l’Estathé Market Sound, con l’immancabile street food di qualità ad accompagnare i concerti (curato da Gambero Rosso). «Ci pensavamo addirittura dal 2007, all’epoca l’alta cucina non era così di moda. Quando abbiamo visto che c’era un bando per l’area dei Mercati, l’Expo dedicato al tema del nutrimento, e una gara per Ferrero (produttore di Estathé, ndr), abbiamo pensato che tutto si sposasse alla perfezione», prosegue Cavanna.

«Abbiamo fatto uno sforzo enorme e riqualificato un’area abbandonata in tempi assurdi, ma alla fine ci siamo riusciti». Il cartellone ha cercato di accontentare tutti, con un’attenzione particolare alla dance. Ha aperto l’osannato dj Martin Garrix, e in consolle sono seguiti Skrillex, Giorgio Moroder e Steve Aoki (per citare solo i più famosi). E poi D’Angelo & The Vanguard, Nicky Minaj, i Club Dogo e l’Urban Orchestra (quattro rapper insieme all’Orchestra Sinfonica), per gli amanti dell’hip-hop.

Gogol Bordello - Foto di Robert Shami

E Verdena, The Kolors, Subsonica, Gogol Bordello, Toto, con George Clooney, ospite (a sorpresa, giurano) sul palco. La seconda idea pazza, ovviamente, è quella di riproporre il festival per i prossimi anni, negli stessi spazi: «Un posto del genere a Milano è praticamente impossibile da trovare, e non vogliamo certo lasciarlo: così grande e senza abitazioni nelle vicinanze».

Sicuramente per un periodo più breve. «Il record lo abbiamo raggiunto, perché in contemporanea c’era l’Expo. L’anno prossimo sarà più concentrato, anche se punteremo alla stessa varietà musicale. Il principio sarà questo: far lavorare di meno il nostro team. Sarà stato l’entusiasmo, ma quest’anno abbiamo tutti esagerato».

Questo articolo è pubblicato su Rolling Stone di ottobre.
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