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Esclusiva: ascolta “Are We There” di Sharon Van Etten

Il quarto album della cantautrice-rocker del New Jersey è un balzo musicale in avanti. Con l'aiuto di tanti superospiti (Torres, The War on Drugs, Lower Dens...)

Esclusiva: ascolta "Are We There" di Sharon Van Etten

Esclusiva: ascolta "Are We There" di Sharon Van Etten

Di Chiara Papaccio

Arrivata al quarto album in studio dopo una carriera veloce e velocemente arrivata al centro dell’attenzione anche grazie a un’intensa attività dal vivo, Are We There rappresenta il disco della vera affermazione presso il grande pubblico per la trentatreenne Sharon Van Etten, da Clinton nel New Jersey. La cantante-polistrumentista portata in palmo di mano da Bon Iver e dai National così come da Zach Condon (Beirut) è finita grazie al suo rock in punta di piedi in numerose colonne sonore ed è finora stata custodita da un attento passaparola che ha aumentato il suo pubblico in maniera sempre crescente ma delicata – un po’ come le sue canzoni. Oggi firma un album luminoso e audace che Rolling Stone è felice di potervi presentare in anteprima per l’Italia in anticipo sull’uscita prevista per il 26 maggio, grazie alla collaborazione di Secretly Canadian/JagJaguwar e di Goodfellas, che distribuirà l’album nel nostro paese.

Are We There per molti versi è l’ideale continuazione di Tramp del 2012: ne approfondisce le tematiche, che traggono spunto da esperienze personali e si appoggia sullo stesso tipo di strumentazione. Di diverso però c’è che il lavoro è il primo completamente prodotto da Van Etten, che ha trovato la sicurezza necessaria a registrare – fra l’altro – anche in uno studio leggendario come gli Electric Lady di New York. A coadiuvarla il solito cast di personaggioni: da Mackenzie Scott alias Torres a Stewart Lerman (sue le colonne sonore della serie TV Boardwalk Empire, da Peter Broderick a Jana Hunter dei Lower Dens, da Jonathan Meiburg (Shearwater) a Adam Granduciel (The War on Drugs).

Fra gli undici episodi spiccano brani come la già circolata Taking Chances o la commovente Afraid of Nothing, ma la vera svolta è Your Love is Killing Me, quasi in apertura di album: sei minuti abbondanti che però non pesano sull’ascoltatore, fatti come sono di un crescendo appassionato che mostra una maturazione notevolissima per Van Etten, la cui voce mai si era liberata in maniera così lirica prima di ora sui suoi album: una rivelazione per chi non la conosce, una fulminante conferma per chi la seguiva già.

(La foto di Sharon Van Etten in homepage è di Dusdin Condren)

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