Rolling Stone Italia

Eminem, tutti i segreti di ‘Revival’

La nostra guida brano per brano al nuovo album del rapper: dalle collaborazioni ultrapop alla rabbia verso Trump, fino all'overdose da metadone che l'ha quasi ucciso

Eminem, foto dpa picture alliance / Alamy / IPA

Eminem, il rapper che ha venduto più dischi di tutti, è tornato a mezzanotte con Revival, il suo primo album in quattro anni. Contiene 19 tracce: rock, gospel, pop e, ovviamente, hip-hop. Il nuovo Eminem è sia arrogante che autodistruttivo, politicamente consapevole e incendiario, repellente ed eccitante, a volte tutte queste cose insieme in un singolo brano. Le rime sono accompagnate dalla produzione “classica” di Rick Rubin, che si è messo al lavoro sia con semi-sconosciuti (come Phresher) che con vere e proprie superstar del pop, Beyoncé, Pink e Alicia Keys. L’intento dell’album è chiaro: dimostrare a tutti che Eminem è ancora il numero uno. Ci sarà riuscito? Ecco la nostra guida:

1. “Walk on Water”
Nel 2000 Eminem iniziava il suo Marshall Mathers LP annunciando: “Slim Shady does not give a fuck what you think!”. Ma quello era il vecchio Marshall, a quello nuovo interessa molto quello che pensiamo. Revival si apre con un brano che non sarebbe mai esistito ai vecchi tempi: accordi solenni di pianoforte, Beyoncé in versione gospel, e frasi come “Why are expectations so high? Is this the bar I set?

Questa è una traccia seria, vulnerabile, tutta dedicata ai dubbi che tormentano le notti del rap god. Nella seconda strofa racconta il suo stile di scrittura, e l’autocritica che lo perseguita: “It always feels like I’m hitting the mark /Til I go sit in the car, listen and pick it apart/Like, this shit is garbage!” Alla fine, poi, Eminem torna quello di una volta e dice a Beyoncé: “Me and you are not alike/Bitch, I wrote ‘Stan’!

2. “Believe”
Alex da Kid è il responsabile dei rullanti in stile trap e della linea di piano minimal. Il secondo brano di Revival è molto più contemporaneo dell’opener, ma rimane il brano di un 40enne che cerca di stare al passo con i più giovani. Nonostante tutto se la cava bene, e il ritornello è uno dei più riusciti della sua produzione recente, con un testo dedicato agli stessi temi di Walk on Water. “Man, in my younger days, that dream was so much fun to chase….But how do you keep up the pace and the hunger pangs once you’ve won the race?

3. “Chloraseptic”
I fan di Eminem non erano troppo contenti quando hanno scoperto che l’unico collega rapper della lista di featuring era il giovane Phresher, di Brooklin, che qualcuno conoscerà per la hit Wait a Minute. In questo brano Eminem regala una performance tosta, auto-definendosi il “Simon Cowell of rhyming foul”, e spiega come farà a ucciderti usando la spirale di ferro che tiene insieme il quaderno dove scrivi le tue rime del cazzo.

4. “Untouchable”
Questo brano è la versione al vetriolo del freestyle contro Trump. Untouchable è il brano più politicamente schierato della sua carriera, una critica al razzismo che suona come l’evoluzione di White America. La prima parte è scritta immaginandosi nei panni di un poliziotto bianco e razzista, ed è una spiegazione di come funziona il profiling e la persecuzione delle comunità nere. La seconda parte è basata su un loop di piano, e qui Eminem prende le parti di un giovane nero. Le rime sono brutali: “Fuck your Republican views/Pull ourselves up by the bootstraps, where the fuck are the boots?

5. “River”
River è il brano registrato con Ed Sheeran nella fattoria di Russel Crowe, in Australia. La popstar suona la batteria, la chitarra e canta nel ritornello. Il testo di Eminem è dedicato a come ci si sente dopo una one night stand, parla di senso di colpa e recriminazioni. “Now that I got you I don’t want you/Took advantage and my thirst to pursue/Why do I do this dirt that I do?

6-7. “Remind Me”
L’hard rock di Remind Me ricorda molto il singolo del 2013 Berzerk. Entrambi i brani sono basati su un sample di Joan Bett & the Blackhearts, e anche qui Eminem sfoga il suo lato più arrapato, raccontando di una donna con due gigantesche tette di silicone. Ma, a differenza dei primi pezzi di Slim Shady, qui non c’è misoginia.

8-9. “Revival (Interlude) – Like Home”
Con un ritornello cantato da Alicia Keys e la produzione di Alex da Kid, Like Home continua la guerra anti-Trump iniziata l’anno scorso con Campaign Speech. “This chump barely even sleeps/All he does is watch Fox News like a parrot and repeats/While he looks like a canary with a beak/Why you think he banned transgenders from the military with a tweet?

10. “Bad Husband”
Eminem ha spesso parlato delle sue relazioni amorose in termini particolarmente scabrosi, soprattutto in brani come Love the Way You Lie. Questo brano prodotto da Alex da Kid, invece, è così reale da risultare disturbante: parla della figlia Hailie, dell’ex-moglie e del resto della famiglia. “But I’m sorry Kim/More than you can ever comprehend/Leaving you was fucking harder than/Sawing off a fucking body limb.”

11. “Tragic Endings”
La rap-ballad Tragic Endings è più o meno sulla falsariga del brano precedente. Questa volta, però, il ritornello è claustrofobico e scritto dalla collaboratrice Skylar Grey, che già aveva contrbuito a Love the Way You Lie. “I’m dying to breathe and all you do is strangle me,” canta la ragazza. “What a relief.”

12. “Framed”
Framed è un ritorno al passato di ’97 Bonnie & Clyde, sia in termini di suono che di testo. Il beat è semplicissimo – due parti di chitarra e una drum machine – e il testo ultraviolento, dedicato ai metodi migliori per non farsi beccare dopo un omicidio. “When murdering females better pay attention to these details or you could be derailed. Better wear at least three layers of clothing or be in jail.”

13. “Nowhere Fast”
Qui Eminem è accompagnato da un quartetto d’archi, e questa Nowhere Fast – con la collaborazione di Kehlani – parla di terrorismo. La parte di Kehlani, invece, è dedicata a chi vive troppo velocemente e muore giovane. «Sono onorata di aver lavorato a questo album, con una compagnia fantastica», ha scritto su Instagram. «Non vedo l’ora che ascoltiate tutti il brano».

14. “Heat”
Dopo aver distrutto Trump per tutto il disco, in Heat Eminem riesce a trovare un punto in comune con il suo Presidente. “Grab you by the [sample di gattini], hope it’s not a problem, in fact, about the only fact I agree on with Donald is that”. L’arrangiamento prodotto da Rick Rubin è molto simile al rap-rock di Marshall Mathers LP 2, soprattutto Berzerk. Il primo riff viene dalla colonna sonora di Boogie Nights, e nel finale del brano c’è anche un dialogo preso direttamente dal film.

15. “Offended”
Offended è il brano tecnicamente più impressionante di tutto il disco, è quasi impossibile contare il numero di sillabe impacchettato verso la fine del brano. Il testo è sulla falsariga di Just Don’t Give a Fuck e Bad Influence. Come sempre l’obiettivo è rompere tutti i tabù: Eminem si descrive alludendo a uomini accusati di violenza sessuale, pedofili… e poi torna a insultare Trump e la sua famiglia, in particolare Ivanka e Melania. Il brano si conclude con la rima più divertente del disco: “I’m so narcissistic, when I fart, I sniff it. Do a fake dab to smell my armpits with it.

16. “Need Me”
Need Me è la seconda collaborazione di Eminem con Pink, ma non ha niente in comune con la precedente Revenge. È una power ballad dominata dalle percussioni tribali di Alex da Kid. Pink canta due strofe e il primo ritornello, poi Eminem parte con la sua lunghissima strofa. Nel brano, però, c’è qualcosa di mai sentito prima in un disco di Slim Shady: nella seconda strofa le due voci si armonizzano su una specie di valzer ritmato.

17. “In Your Head”
In Your Head si apre con un sample della voce di Dolores O’Riordan, che accompagna tutto il brano. Prodotto dal newyorkese Scram Jones, il brano è dedicato a tutti gli errori della carriera di Eminem: “Fuck it, I’ve done enough in this rap shit, Recovery brought me nothing but back to where I was/ And perhaps this could’ve been my victory lap if I wasn’t on the verge of Relapse.”

18. “Castle”
Tutte le strofe di questo brano con Skylar Grey sono lettere. Ma, a differenza di Stan, questa volta è Marshall Mothers che scrive a sua figlia Hailie. La prima risale al 1995, la seconda all’anno successivo e la terza al 12esimo compleanno della bambina, nel periodo in cui Eminem era dipendente dal metadone e a un passo dalla morte. “Your dad’s at the end of his rope/I’m sliding down a slippery slope/Anyway, sweetie, I better go, I’m getting sleepy…Love, Dad, shit, I don’t know.”

19. “Arose”
Il testo di Arose inizia esattamente dove si conclude quello di Castle, con l’overdose da metadone. Qui Eminem parla alla sua famiglia e a Proof, l’amico dei D12 scomparso nel 2006. Il finale del brano è una rilettura dell’ultima strofa di Castle, ma con un testo diverso: “I’m pledging to throw this methadone in the toilet.” Il disco si conclude con il suono di uno sciacquone.

Iscriviti