Rolling Stone Italia

Woodkid e Nils Frahm accompagnano la voce di De Niro per un EP sulla crisi dei rifugiati

"Ellis" sposa un'iniziativa benefica, ma farà anche da colonna sonora al corto girato dall’artista JR e interpretato dall’attore due volte premio Oscar

Saranno Woodkid e Nils Frahm ad accompagnare in musica la voce di Robert De Niro nell’album breve Ellis, in uscita il prossimo 8 luglio per Eraded Tapes, incentrato sull’attuale crisi dei rifugiati, i cui proventi verranno donati in beneficienza all’associazione Sea Watch.
L’album farà da colonna sonora al cortometraggio omonimo girato dall’artista JR e interpretato dall’attore due volte premio Oscar nelle vesti di un immigrato appena sbarcato a New York.

Mentre cammina fra gli edifici spettrali dell’ospedale di Ellis Island, là dove il sogno dell’America cominciava per i migranti provenienti da tutto il mondo agli albori del Novecento, De Niro racconta delle speranze e delle difficoltà delle milioni di persone che passarono fra quei corridoi oramai deserti.

«L’opportunità di lavorare allo splendido cortometraggio di JR è arrivata grazie al mio buon amico Yoann aka Woodkid» ha dichiarato il compositore Nils Frahm: «Abbiamo deciso di registrare le parti di pianoforte nel mio studio berlinese, in seguito JR e Woodkid sono stati ospiti al Durton Studio, in una giornata di fine estate nel 2015, dove abbiamo ultimato il lavoro ed era come se la musica ci venisse incontro e si infrangesse nelle immagini: un’esperienza magnifica, da quel momento il film è ancora fisso nella mia mente».

Frahm ha inoltre dichiarato come l’ispirazione da cui nasce la musica di Ellis debba ritrovarsi quando il compositore di Amburgo si trovò costretto a cancellare un viaggio a Bruxelles a causa dell’allarme terrorismo: «In quel giorno mi resi conto che l’Europa che conoscevo non esisteva più, mi sono messo a suonare e ho ascoltato la voce di De Niro per il resto della giornata sino a comporre Winter Morning II, b-side di Ellis».

«Non stiamo affrontando la questione dei rifugiati a sufficienza – continua Frahm – ma siamo difronte a una crisi proprio perché non li stiamo accogliendo, non simpatizziamo con loro, ma non possiamo arrenderci alla paura. L’arte può essere d’aiuto, mi auguro quindi che questo progetto aiuterà a sconfiggere la paura che è in ognuno di noi».

Iscriviti