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Elisa raccoglie 230.000 euro per musicisti e crew, e ne parlano anche all’estero

La cantante ha devoluto alla sua troupe i ricavi netti dell'ultimo tour di otto date. La rivista inglese IQ riporta i numeri: 190.000 euro sono andati a band e tecnici, 40.000 a un fondo per sostenere altre crew

Elisa

Foto press

Una settimana fa Elisa ha annunciato che lei, il suo manager e l’agenzia live con la quale collabora hanno rinunciato a percepire un compenso economico dall’ultimo tour di otto date fatto dalla cantante per pagare crew e musicisti il doppio. Un gesto concreto in un periodo difficile per i lavoratori della musica.

Ora IQ, rivista inglese dell’International Live Music Conference specializzata nel live music business, offre qualche numero. Le otto date si sono tenute in piazze che andavano da 957 a 1988 posti. «Il tour ha venduto un totale di 11.565 biglietti (da 34,50 a 69 euro l’uno) e, al netto dei costi di produzione, ha raccolto 190.000 euro da distribuire alla band e alla troupe di Elisa e 40.000 euro destinati ad un fondo per sostenere altre crew. Elisa, il suo management e la sua agenzia italiana, Friends and Partners, hanno deciso di rinunciare ai loro compensi per pagare crew e musicisti il doppio».

«Alcuni membri del mio gruppo, tecnici e musicisti, sono con me da quando ho fondato la mia band, circa 23 anni fa», spiega Elisa. «Sono come la mia famiglia e si sarebbero trovati in grave difficoltà se non avessi preso questa decisione. Questo è il momento in cui dobbiamo fare qualcosa e non aspettare che lo faccia qualcun altro».

 

 
 
 
 
 
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Ragazzi, il tour si è concluso e sono felice e grata a tutte le persone che lo hanno reso possibile. In primis Voi. Ringrazio la mia agenzia live F&P e Ferdinando Salzano e il mio management Stefano Settepani per aver rinunciato insieme a me a percepire un compenso economico. Tutto il ricavato è andato a musicisti e crew, che sono stati pagati il doppio, simulando un tour di una durata un pó più lunga e con un guadagno quindi più cospicuo. La mia ricompensa è quella di sapere di aver fatto una cosa utile e a mio parere giusta. Come ho già detto, penso che sia fondamentale lavorare tra cittadini e governo alla formazione di un database preciso e dettagliato per regolarizzare tutte le professioni e le categorie del settore dello spettacolo, nella trasparenza più totale, per poter gestire al meglio anche tutti i fondi di emergenza. Fondi che per fare davvero la differenza, a mio parere dovrebbero avere una cadenza mensile, come degli stipendi. Si dovrebbe trovare una formula per distribuirli in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno o degli anni precedenti. La realtà è che la crisi la possiamo combattere con il realismo e la trasparenza e mettendo le risorse là dove servono e non dove non fanno alcuna differenza. Non si dovrebbe fare finta di niente. Abbiamo un problema. Ci sono molti modi per risolverlo tranne il negare che esista nella sua complessità. @friendsandpartners @ste.settepani @andreafontanadrum @luchi73 @andrea_ringo_rigonat @robymontanari @__matteobassi__ #restiamouniti #sosteniamoci #strongertogether
 📸Foto di @nomaxsnap

Un post condiviso da ELISA TOFFOLI Official (@elisatoffoli) in data:

«Ragazzi», scriveva su Internet Elisa una settimana fa, «il tour si è concluso e sono felice e grata a tutte le persone che lo hanno reso possibile. In primis Voi. Ringrazio la mia agenzia live F&P e Ferdinando Salzano e il mio management Stefano Settepani per aver rinunciato insieme a me a percepire un compenso economico. Tutto il ricavato è andato a musicisti e crew, che sono stati pagati il doppio, simulando un tour di una durata un po’ più lunga e con un guadagno quindi più cospicuo. La mia ricompensa è quella di sapere di aver fatto una cosa utile e a mio parere giusta».

«Come ho già detto, penso che sia fondamentale lavorare tra cittadini e governo alla formazione di un database preciso e dettagliato per regolarizzare tutte le professioni e le categorie del settore dello spettacolo, nella trasparenza più totale, per poter gestire al meglio anche tutti i fondi di emergenza. Fondi che per fare davvero la differenza, a mio parere dovrebbero avere una cadenza mensile, come degli stipendi. Si dovrebbe trovare una formula per distribuirli in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno o degli anni precedenti. La realtà è che la crisi la possiamo combattere con il realismo e la trasparenza e mettendo le risorse là dove servono e non dove non fanno alcuna differenza. Non si dovrebbe fare finta di niente. Abbiamo un problema. Ci sono molti modi per risolverlo tranne il negare che esista nella sua complessità».

Giusto una settimana fa Fedez ha rilanciato la sua proposta ai big della musica: devolvere a un fondo destinato alle maestranze una parte dell’anticipo minimo garantito che hanno già incassato per i concerti rimandati.

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