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Eddie Vedder rompe il silenzio: ecco il suo ricordo di Chris Cornell

«Penso continuamente a tutti i momenti passati insieme. Continuerò a pensare a quei ricordi e gli vorrò bene per sempre»

Eddie Vedder ha parlato della morte di Chris Cornell lo scorso martedì, durante il suo ultimo concerto a Londra. Una trascrizione delle sue parole è apparsa sul forum dei Pearl Jam: Vedder non ha mai nominato direttamente l’amico, ma ha parlato apertamente del dolore provato dopo il suicidio di Cornell, avvenuto il mese scorso a Detroit.

Le macchine fotografiche sono bandite dai concerti di Vedder, per questo non è ancora spuntato online un video del suo discorso. Ecco la trascrizione completa di quello che ha detto il cantante dei Pearl Jam:

“In questi giorni faccio davvero fatica a concentrarmi. Pensavo a questo edificio, alla storia di Bowie. Mi sono messo a pensare e la mia mente ha iniziato a vagare, non è stata una bella sensazione.

Non ho mai parlato davvero di alcune cose e… adesso mi sembra tutto così chiaro, ho perso un caro amico, qualcuno che…

Vi dirò anche questo: sono cresciuto in una famiglia di quattro figli, ho perso uno dei miei quattro fratelli due anni fa, un tragico incidente. Ho perso anche altre persone… non sono più in pace, non voglio più accettare la realtà e insomma, è così che affronto la cosa adesso.

No, no, no, no

Voglio esserci per la famiglia, per la comunità, per i compagni della mia band, per quelli della sua band, certo. Queste cose, però, richiedono tempo. Il mio amico non tornerà più, io dovrò solo… Queste cose richiedono tempo e ho deciso di parlare a tutti quelli che hanno sofferto, tutti quelli che hanno apprezzato i pensieri di un uomo che… insomma, non era solo un amico, era qualcuno che ammiravo come un fratello maggiore.

Due giorni dopo la notizia della sua morte dormivamo in questa piccola casa vicino all’acqua, un posto che avrebbe amato. E questi ricordi mi hanno invaso, sarà stata l’una di notte. Ricordi importanti, ricordi a cui penso continuamente, ricordi che erano come muscoli grossi e forti.

Non sono riuscito a fermarli. Non riuscivo a dormire, era come se i vicini sentissero la musica a un volume troppo alto. Poi le cose sono andate meglio, sono arrivati i piccoli ricordi. E io li ho lasciati andare, e andare. Mi sono reso conto di quanto sono fortunato ad avere ore e ore ricche di… lo sapete, ognuno di questi ricordi è stato veloce e io ne ho ore e ore. Quanto sono stato fortunato ?! Non volevo essere triste, volevo essere riconoscente. Continuo a pensare a quei ricordi, vivranno per sempre nel mio cuore. Gli vorrò bene per sempre”.

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