Eddie Vedder ha ricordato Glen Hansard tornando a suonare dove per lui tutto era cominciato. Il cantante dei Pearl Jam si è messo a fare il busker su Grafton Street, nel centro di Dublino, lo stesso angolo dove Hansard da ragazzino suonava per strada.
Hansard, storico frontman dei Frames e metà del duo The Swell Season, è morto lo scorso luglio in un incidente in moto a Dublino. Aveva 56 anni. Su quel marciapiede aveva iniziato la carriera a tredici anni, molti anni prima di arrivare all’Oscar, vinto nel 2008 per Falling Slowly, la canzone realizzata per il film Once.
Dopo aver partecipato al funerale dell’amico alla St. Patrick’s Cathedral, Vedder è andato a suonare in quel punto insieme ad alcuni musicisti del posto. Nella breve session ha eseguito Black, uno dei pezzi classici dei Pearl Jam, e Drive All Night di Bruce Springsteen, usando la chitarra di Hansard.
Murdo Mitchell just shared two beautiful videos of Eddie Vedder busking at Glen Hansard’s usual spot in Dublin, surrounded by Glen’s family and friends. No stage, no production — just music. pic.twitter.com/RejbqOqGo3
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Eddie Vedder busking where Glen Hansard use to play.😢 pic.twitter.com/F5Szfxztmk
— Silvina (@silvina_176) August 8, 2026
Alla cerimonia funebre Vedder aveva già cantato The Song of Good Hope insieme a Markéta Irglová, con cui Hansard aveva condiviso palco e schermo, e ad alcuni membri dei Frames. Bono aveva proposto una versione recitata di Beautiful Day, cambiandone alcune parole per ricordare l’amico e collega.
Poco prima di morire, Hansard aveva raccontato in un’intervista il legame che lo univa a Vedder, un’amicizia lunga più di quindici anni. Lo aveva accompagnato in tour durante le sue date da solista nel 2011, 2012, 2017 e 2019. Tutto era nato in un momento difficile. Un ragazzo si era tolto la vita sul suo palco durante un concerto, e Hansard, sotto shock, stava pensando di annullare le date. «Non poteva esserci situazione più orribile. C’erano ragazzini tra il pubblico, quel ragazzo era morto accanto a me, è stato il momento più traumatico della mia vita», aveva ricordato.
Fu allora che ricevette una telefonata da un numero sconosciuto. Era Vedder, che voleva sapere come stesse. «È stato così gentile. Abbiamo parlato per un’ora al telefono, e alla fine mi ha chiesto: ti dispiace se ti chiamo anche domani? Per cinque giorni mi ha telefonato, e alla fine mi ha detto: questo è il mio numero, se mai passi da Seattle mi piacerebbe vederti. Mi dispiace davvero per quello che è successo.»
Quando poi i Frames suonarono a Seattle, Hansard lo contattò e Vedder lo invitò in studio a lavorare a una cover di Sleepless Nights degli Everly Brothers. Un gesto che il cantante dei Pearl Jam sperava potesse fare bene a entrambi, a Hansard dopo quella vicenda e a se stesso dopo Roskilde, il festival danese dove nel 2000 nove fan morirono schiacciati dalla folla durante un concerto dei Pearl Jam. «È stato l’inizio di un’amicizia strettissima, lunga ormai quindici anni, con quest’uomo meraviglioso».














