Negli ultimi vent’anni Mike McCready dei Pearl Jam ha lavorato a un romanzo a fumetti e a una rock opera intitolati Farewell to Seasons. Il disco racconta una “storia alternativa” della scena grunge di Seattle dei primi anni ’90 dal punto di vista di un musicista immaginario di nome David Williams. Uscirà il 7 ottobre.
«Sono entusiasta di annunciare la mia nuova graphic novel con Z2 Comics, Farewell to Seasons», dice il chitarrista in un comunicato. «È una storia che sto sviluppando da anni, ispirata alla creatività, al senso di comunità e al caos della scena musicale di Seattle. Farewell to Seasons è un fantasy storico ambientato in quell’ambiente. Oltre alla graphic novel, ci sarà anche una rock opera “perduta” collegata alla storia, con musica originale scritta dal punto di vista di David Williams, uno dei personaggi principali. Mi sono divertito a dare vita a questo progetto con Z2 e spero che le persone si godano il viaggio tanto quanto me nel momento in cui lo creavo».
McCready ha lavorato alla graphic novel con lo scrittore Mark Sable e l’illustratore Sebastian Piraz. «Cattura l’esperienza di quell’epoca fondamentale, intrecciata ad elementi di realismo magico», si legge nel comunicato stampa. «Si raccontano le lotte interiori dei personaggi e i loro trionfi» nei momenti in cui «la musica li convince che quasi tutto è possibile». Ma su di loro pesa anche qualcosa di oscuro, «che minaccia di trascinarli a fondo quando vengono presi da dubbi e paure».
McCready ha avuto parecchio tempo nell’ultimo anno per portare a termine Farewell to Seasons, visto che i Pearl Jam si sono presi una pausa dopo la separazione amichevole da Matt Cameron. Parlandone con Rolling Stone, Eddie Vedder non ha voluto dire se il gruppo ha già ingaggiato un nuovo batterista. «Dobbiamo prima parlarne tra di noi nella band, decidere cosa dire o chi dovrebbe dirlo».
Vedder ha comunque spiegato che la band è attiva. «Stiamo sperimentando, stiamo provando, è entusiasmante. È bello pensare al cambiamento. Per quanto ci piacerebbe continuare per sempre come abbiamo fatto – e come potremo ancora fare – siamo tutti entusiasti del futuro».
















