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Ecco la telefonata integrale tra Fedez, gli organizzatori del Concertone e la Rai

Dopo i frammenti diffusi dal cantante, ora possiamo farci un’idea più precisa di quello che alla vigilia dell'esibizione si sono detti Fedez, la società iCompany e la vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani

Dopo la bufera mediatica che si è scatenata dopo il discorso di Fedez al concerto del Primo Maggio – e sul presunto tentativo di censura nei suoi confronti – finalmente possiamo ascoltare la telefonata integrale tra il rapper, gli organizzatori e Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, avvenuta il giorno prima della sua esibizione sul palco. Si tratta di un audio di 11 minuti, anticipato dal quotidiano Domani, che ora si trova diffuso in rete. Questo lungo dialogo, che ha visto alternarsi vari soggetti per cercare di convincere il musicista a modificare il tenore e soprattutto l’indirizzo del discorso, sembra l’unico modo per entrambe le parti in causa di fare luce su quanto avvenuto visto che, oltre alle polemiche suscitate dal monologo che sosteneva l’approvazione del ddl Zan (contro omofobia, transfobia e lesbofobia) e riportava le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, Fedez è stato accusato dalla Rai di aver pubblicato sui social soltanto delle parti tagliate della conversazione.

Inizialmente il comico Lillo, conduttore insieme ad Ambra Angiolini (che si sente sullo sfondo) e Stefano Fresi, prova a spiegare la posizione dell’organizzazione e della Rai, facendosi semplicemente portavoce: «Io sono d’accordo con te, sto difendendo questa cosa, quello che tu dici è giusto dirlo, ma non sta a me e ad Ambra, noi non c’entriamo niente. Adesso ti passo chi di dovere…». E così, possiamo ascoltare Massimo Cinque, dirigente della società iCompany che organizza il concerto, riferirsi a un «sistema» al quale il rapper avrebbe dovuto adeguarsi. Ma non sembra, come poteva apparire inizialmente, che si riferisse a un «sistema politico», quanto al contraddittorio che, a suo dire, sarebbe stato necessario visto che il testo era infarcito di nomi e cognomi e di dichiarazioni estrapolate da altri contesti. «Anche se non lo riconosce, è quello corretto [il sistema]… Tutte le citazioni che lei fa con nomi e cognomi non possono essere citate, perché non c’è la controparte». E infatti, Cinque ha poi sottolineato: «Quelle citazioni possono essere dette in contesti che non sono quelli che lei sta riferendo, e io questo non lo so». A quel punto la replica di Fedez: «Questo vale anche nel caso di frasi come: “se avessi un figlio gay lo metterei nel forno”?». L’organizzatore, chiaramente spiazzato, riesce solo ad aggiungere di nuovo che «il contesto del Concerto del Primo maggio» a suo avviso non è adatto a interventi di quel tipo.

A quel punto, la palla passa a Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai 3, la quale sostiene che «la Rai non ha proprio alcuna censura da fare» e chiarisce che l’azienda «fa un acquisto di diritto e ripresa, quindi non è responsabile né della sua presenza né di quello che lei dirà» e aggiunge: «dopodiché io ritengo inopportuno il contesto».

Non avendo neppure lei sortito alcun effetto su Fedez, subito dopo ci prova anche Massimo Bonelli, direttore artistico del Concertone, spiegando che dal suo punto di vista deve rispondere «alla Rai e ai sindacati» che sostengono l’iniziativa, ma anche lui si sente rispondere dal rapper: «Ma non me ne frega un cazzo delle posizioni dei sindacati, non salgo sul palco con la bandiera della Cgil, della Cisl e della Uil, ma salgo su un palco da artista per esprimermi liberamente. Perché il palco del Primo Maggio rappresenta la libertà di espressione. Non siete d’accordo? Non mi chiamate». Bonelli, allora prova di nuovo ad ammorbidire la posizione del rapper: «Sì, ma noi siamo in difficoltà. … Io non ho la risposta a questa domanda… È un problema di opportunità». Anche perché, per il direttore artistico il problema «non è il concetto», quanto invece che ci siano dichiarazioni attribuite a persone che non possono replicare.

Fra le altre indiscrezioni circolate nel frattempo, pare che Fedez nella notte tra venerdì e sabato – come riporta Repubblica – abbia chiamato il segretario della Cgil Maurizio Landini per avere chiarimenti se esistessero dei vincoli per il suo discorso, avendo da lui risposta negativa.

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