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Eagles Of Death Metal: senza Josh è un volo a planare

A Bologna la band di Jesse Hughes ha deluso le aspettative con un live noioso, compromesso dall’assenza di Homme alla batteria. Questa sera, al Carroponte in provincia di Milano, la seconda tappa italiana
Il concerto degli Eagles Of Death Metal al KOKO London il 17 giugno scorso - Foto di Thanira Rates Photography

Il concerto degli Eagles Of Death Metal al KOKO London il 17 giugno scorso - Foto di Thanira Rates Photography

Aspettative altissime: delusione dietro l’angolo. Gli Eagles Of Death Metal sono il classico esempio di una band che non riesce a dimostrarsi all’altezza dell’aura che la circonda. Il quartetto, attivo dal 1998, è di uno dei progetti musicali di Josh Homme – cantante e chitarrista dei Queens Of The Stone Age – il quale è solito presentarsi in veste di batterista in una manciata di date a sua scelta.

Il 22 giugno scorso al Botanique di Bologna, ad esempio, l’intera platea era convinta di poter ammirare le sue mani tatuate inforcare le bacchette, ma l’esaltazione si è spenta quando sullo sgabello si è accomodato un emerito sconosciuto. E pensare che soltanto il mercoledì prima Josh era sul palco del Koko di Londra insieme a Jesse Hughes e soci (foto), con addosso gli occhi di Iggy Pop, Miles Kane, Alex Turner degli Arctic Monkeys e Duff McKegan dei Guns’n’Roses.

In scaletta tutti i singoli estratti dai quattro album: da So Easy a Wannabe in LA, passando per Cherry Cola (forse il brano meglio riuscito nella versione live) e Only Want You, conservata per il bis insieme a Speaking In Tongues. Dopo una lunga premessa su quanto sia bella e divertente la città di Bologna, su quanto sia buono il vino e su quanto sia strepitoso il pubblico locale, gli Eagles Of Death Metal hanno proposto il primo singolo, Complexity, estratto dal nuovo album Zipper List, in uscita ad ottobre.

Nell’ora e mezza di concerto c’è stato poi spazio anche per un paio di cover: prima Stuck In The Middle With You degli Stealers Wheel e poi Brown Sugar dei Rolling Stones. Nel complesso un concerto sottotono, sicuramente compromesso dall’assenza di Homme, ma anche dalle continue interruzioni per complimentarsi con il pubblico e da una discreta insicurezza nell’esecuzione dei nuovi brani.

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