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È uscito “Black Messiah”, il ritorno di D’Angelo dopo 14 anni

L'artista americano, misteriosa "leggenda vivente" in patria, ha pubblicato il suo terzo album, atteso dal 2000. Ovviamente, è arrivato a sorpresa

Quattordici anni di falsi allarmi, di release date mai rispettate, di anteprime live senza alcun seguito discografico. E alla fine, qualche giorno prima che scattasse la fatidica soglia del quindicesimo anno di attesa, il nuovo album di D’Angelo è uscito davvero: senza alcun annuncio, nottetempo, anticipato solo da un brano in streaming e da una foto su Twitter in cui il nostro eroe reggeva tra le mani una copia del disco, per dimostrare che esisteva davvero.

Insomma: non vi stupite se da domenica negli Stati Uniti non si parla d’altro che della pubblicazione di Black Messiah. Ci troviamo di fronte a un avvenimento raro quanto il passaggio della cometa di Halley, e non è detto che si ripeterà in futuro.

Ascoltatelo qui:

Michael Archer, in arte D’Angelo, in Italia è famoso soprattutto per il video di Untitled (how does it feel) in cui gratificava le sue fan con una lenta e ipnotica inquadratura panoramica del suo torso nudo. In America, invece, è una leggenda vivente.

Non è mai stato un artista molto prolifico: la sua discografia ufficiale fino a ieri includeva soltanto due album, Brown Sugar (1995) e Voodoo (2000), acclamati da pubblico, critica e soprattutto colleghi – che cercando di replicare quel mix perfetto tra soul, funk e jazz hanno dato vita a un nuovo genere musicale, il neo soul. Dopo il successo del suo secondo lavoro, non volendo affrettare troppo le cose, aveva dichiarato che si sarebbe preso un periodo sabbatico per riordinare le idee prima di tornare in studio.

Il video di “Untitled (how does it feel)”:

Quel periodo è durato dal 2000 al 2009: negli anni ’00 le interviste e le apparizioni pubbliche di D’Angelo si contano sulle dita di una mano, così come le collaborazioni con altri artisti. Quando finalmente si rimette all’opera, sembra che il progetto sia chiaro: un album dal titolo James River (il fiume che attraversa Richmond, la sua città natale), in collaborazione con Prince, da pubblicare nel 2010. A fine 2011, però, ancora non ce n’è traccia, anche se il suo co-produttore Questlove – già batterista dei The Roots – giura che è completo al 97 per cento.

Inoltre, il nome di Prince scompare misteriosamente da tutte le dichiarazioni alla stampa. Queste le notizie certe fino a poche ore fa, quando finalmente si scopre che l’album esiste, si intitola Black Messiah ed è bello come ce lo immaginavamo, anzi, forse di più. Al suo fianco è spuntata anche una nuova band, The Vanguard, ma non è ancora stato svelato chi la componga. Si sa soltanto che in studio c’erano lui, Questlove, il rapper Q-Tip, il bassista Pino Palladino e la songwriter (e fidanzata?) Kendra Foster. Il resto è un mistero.

Il video di “Cruisin'”:

A causare tutti questi ritardi sono state probabilmente le manie di segretezza dell’artista: negli ultimi dieci anni, infatti, i demo delle sue nuove canzoni sono stati recuperati dai suoi fan con mezzi più o meno leciti e raccolti in vari bootleg, e ogni volta D’Angelo ricominciava da capo, buttando via tutto il materiale trapelato su Internet. Ma anche la sua attitudine, più rock’n’roll che soul, ci ha messo lo zampino. Dall’uscita di Voodoo ad oggi, infatti, è stato arrestato diverse volte per guida in stato di ebbrezza, possesso di droga e perfino per aver adescato una poliziotta scambiandola per una prostituta.

Quest’ultimo episodio, che risale al 2010, ha sconvolto le sue ammiratrici, incapaci di credere che il sogno erotico di tutte loro facesse sesso a pagamento anziché rivolgersi a una delle tante aspiranti groupie pronte a immolarsi per la causa. Lo stupore, però, è svanito non appena i tabloid hanno pubblicato la sua foto segnaletica: D’Angelo appariva ingrassato di una ventina di chili e invecchiato di una ventina d’anni. Secondo le malelingue, in effetti, il vero motivo dell’attesa è questo: voleva rimettersi in forma prima di tornare sulle scene, per non sfigurare troppo. Anche in questo caso, naturalmente, è difficile capire se si tratta di leggende metropolitane o meno. Ma in fondo l’unica cosa che conta è che sia finalmente tornato, con o senza maniglie dell’amore.

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