È tornata PJ Harvey. Il suo nuovo singolo si intitola Voyager, come le sonde lanciate dalla Nasa a partire dalla fine degli anni ’70. La 1 e la 2 contenevano tra le altre cose il Voyager Golden Record ideato da Carl Sagan per raccontare a una ipotetica forma di vita aliena la storia e la cultura del pianeta Terra. È un pezzo a cui l’inglese stava lavorando per il prossimo album quando è stata contattata dal fisico Brian Cox, che le ha chiesto una canzone per il suo spettacolo Emergence.
«Sono da tempo affascinata da questa navicella spaziale e dal suo viaggio, e mi sono chiesta cosa potrebbe dirci se fosse in grado di parlare», dice PJ Harvey in un comunicato stampa. «È stato un approccio molto stimolante per sviluppare la canzone. Il brano era già nato come parte del lavoro in corso per il mio nuovo album, quindi quando il professor Brian Cox mi ha invitata a scrivere un pezzo per il suo nuovo spettacolo, gli ho inviato una registrazione vocale della canzone per capire se potesse risuonare con il progetto. Gli ha fatto immediatamente pensare alle sonde Voyager e al suono del loro segnale inviato verso la Terra. Partendo da queste idee, ho lasciato che la canzone si sviluppasse naturalmente e ho discusso un accompagnamento orchestrale con Dario Marianelli».
Il pezzo è stato infatti registrato con un’orchestra presso i Miraval Studios, in Provenza. «Sono molto felice del risultato finale ed è meraviglioso sentire come la partitura orchestrale abbia conferito una tale ampiezza alla mia musica. Mi è piaciuto moltissimo approfondire la storia e il viaggio di Voyager 1 e 2 e sono stata felice di poter citare il grande Carl Sagan all’interno della canzone, insieme alla sua celebre descrizione del nostro fragile e bellissimo pale blue dot», il tenue puntino azzurro che è la Terra come appare in una celebre fotografia scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1.















