È partito il Free Palestine Tour, il breve giro di concerti annunciato da Macklemore dopo essere stato cacciato dal tour degli stadi americani di Ed Sheeran su pressione del miliardario Robert Kraft a causa dei discorsi fatti dal rapper sul palco del Loop Tour.
Gli ospiti della prima data, che si è tenuta ieri sera alla 3Arena di Dublino, sono stati i nordirlandesi Kneecap e gli irlandesi Hozier e Boega. Quest’ultima è la backing band che Sheeran usava in un segmento del suo tour e che si è ritirata in segno di solidarietà con Macklemore. «Con gli irlandesi non si scherza», ha detto il batterista Eamon Murray. I Kneecap hanno voluto sarcasticamente «ringraziare Ed Sheeran, che ha organizzato questo concerto».
«Sei settimane fa» ha detto Macklemore sul palco «sono bastate due parole. Due parole radicate nell’amore e nella liberazione. Non dirette contro qualcuno. Non divisive. Non un invito a odiare, ma a riconoscere l’umanità di tutti quanti: Free Palestine!».
«E mentre il mondo dibatte su queste parole, vediamo quelle immagini. Vediamo genitori estrarre i figli dalle macerie. Famiglie cancellate. Una distruzione che supera ogni immaginazione. E per qualche motivo queste parole sono diventate più controverse delle sofferenze che le hanno rese necessarie».
«I tempi stanno cambiando, non siamo mai stati così orgogliosi di venire da questo Paese», hanno detto i Beoga dal palco. Anche Hozier ha celebrato l’Irlanda e la sua storia di «solidarietà globale in tema di emancipazione e giustizia, una storia meravigliosa anche dal punto di vista dell’antirazzismo».
Si sono esibiti anche Lina Makoul, la prima palestinese a vincere The Voice Israel che ha intonato una canzone senza parole in segno di protesta contro la censura, M-1 dei Dead Prez, il palestinese-americano DJ Habibeats. Si sono sentiti dal palco i discorsi degli attivisti Nadia Greenspan e Samir Eskanda, e dell’attore irlandese Liam Cunningham. «Godersi questa serata» ha detto «non significa dimenticare le sofferenze a Gaza. Significa celebrare l’umanità e la vita che i palestinesi hanno combattuto con tanta tenacia per proteggere». Altri hanno mandato dei videomessaggi: Julian Casablancas, Mark Ruffalo, Cynthia Nixon, Ilana Glazer, Natasha Rothwell.
I proventi del tour saranno devoluti ad alcune organizzazioni che sostengono il movimento palestinese, tra cui Medical Aid for Palestinians, Palestinian Youth Movement, Heal Palestine, Palestine Children’s Relief Fund, Gaza Soup Kitchen, Jewish Voices for Peace, UNRWA USA National Committee. Le altre due date previste saranno a Parigi il 29 ottobre e a Londra il 30 ottobre.
«Se queste ultime due settimane ci hanno insegnato qualcosa, è che negli ultimi tre anni qualcosa è cambiato», ha scritto Macklemore nel lanciare le tre date. «C’è stato un risveglio collettivo intorno alla causa della liberazione della Palestina, al potere di censura dei miliardari e a ciò che oggi ci aspettiamo dagli artisti. È il 2026, essere apolitici di fronte a un genocidio non funziona più. Le persone chiedono agli artisti di esporsi, di informarsi, di fare comunità. Di usare il palco per qualcosa che vada oltre l’intrattenimento. Di reagire quando l’appello per una Palestina libera viene accolto con tentativi di metterlo a tacere. Quello che è successo a me va oltre un singolo artista o un singolo palco. Quando i miliardari possono decidere chi può salire su un palco e quali voci sono troppo pericolose per essere ascoltate, dovremmo prestare tutti attenzione».















