È morto Maurizio Curadi, chitarrista e figura della scena rock neopsichedelica italiana. Nato il 23 settembre 1964 e partito dall’amore per il blues e il rock, da autodidatta negli anni aveva trasformato la chitarra in un territorio di sperimentazione, sviluppando tecniche personali e poco convenzionali, ma senza mai perdere il legame con le proprie radici musicali.
Dopo le esperienze con gli Useless Boys e i Birdmen of Alkatraz, nel 1986 aveva fondato gli Steeplejack, una delle realtà più singolari dell’underground nostrano, diventando uno dei protagonisti della rinascita della neopsichedelia. Ma Curadi era soprattutto un chitarrista difficile da rinchiudere dentro un genere.
Partito da autodidatta e dalle radici del blues, nel tempo aveva portato le sei corde altrove, lavorando con accordature aperte e tecniche estese, fino a concentrarsi sull’attività solista. Nei suoi set elettroacustici struttura e improvvisazione potevano convivere, così come le pulsazioni minimali del blues più primitivo con suoni astratti, arcani e free.
È rimasto ai margini del circuito musicale, ma anche per questo la sua figura è diventata nel tempo di culto nella scena alternativa. Negli ultimi anni Curadi aveva continuato a esplorare le possibilità della chitarra lontano dalle forme più tradizionali del rock e del blues. Tra i suoi lavori più recenti c’è Phonorama, viaggio tra suoni naturali, tessiture arcaiche e sperimentazione.










